Medici Senza Frontiere sospende le attività in Libia

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Medici Senza Frontiere ha deciso di “sospendere temporaneamente” le attività di ricerca e di soccorso della propria nave, la Prudence, che agisce nei pressi della Libia.

Lo afferma la stessa Ong, che parla di “rischio sicurezza legato alle minacce pronunciate pubblicamente dalla Guardia Costiera Libica contro le navi di ricerca e soccorso umanitarie impegnate in acque internazionali”.

La nota continua: “Ieri le autorità libiche hanno dichiarato pubblicamente di aver istituito una zona di ricerca e soccorso (SAR) e limitato l’accesso delle navi umanitarie nelle acque internazionali al largo delle coste libiche subito dopo, il Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) di Roma ha allertato Medici Senza Frontiere (MSF) di un rischio sicurezza legato alle minacce pronunciate pubblicamente dalla Guardia Costiera Libica contro le navi di ricerca e soccorso umanitarie impegnate in acque internazionali”.

“A seguito di queste ulteriori restrizioni all’assistenza umanitaria indipendente e dell’aumento dei blocchi che costringono i migranti in Libia – prosegue l’Ong – Msf ha deciso di sospendere temporaneamente le attività di ricerca e soccorso della propria nave, la Prudence. L’èquipe medica di Msf continuerà a supportare le attività di soccorso a bordo della nave Aquarius, di SOS Mediterranee, che al momento sta pattugliando le acque internazionali”.

Msf è una delle tre Ong che si è rifiutata di firmare il codice di condotta imposto dal Ministero degli Interni Marco Minniti, continuando ad assumere posizioni non certamente conviviali col governo italiano.

Non ha perso tempo a commentare la notizia il Segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, scrivendo in un post su Facebook: “Medici senza Frontiere sospende le sue attività di recupero nel Mediterraneo. Bene. Un aiuto in meno agli scafisti, migliaia di clandestini in meno da mantenere per anni a spese degli italiani”.

Anche Save the Children, come già Medici senza Frontiere, sta valutando l’ipotesi di sospendere le operazioni di soccorso dei migranti al largo delle coste libiche. Lo si apprende da fonti dell’Ong. Save the Children sta manifestando la volontà di sospendere le attività dei soccorsi dei migranti in caso di mancata sicurezza e di restrizioni all’assistenza umanitaria. A quanto si apprende, la nave dell’Ong, Vos Hestia, è attualmente impegnata nel Mediterraneo e si trova davanti all’isola di Lampedusa. L’associazione sta valutando le eventuali conseguenze sull’operatività e sicurezza delle attività e “nel caso in cui dovessero esserci condizioni di non sicurezza e restrizioni all’assistenza umanitaria, le operazioni potrebbero essere sospese”.

[Photocredit: Medici Senza Frontiere]

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