Il Gruppo Volkswagen ci ricasca, ancora

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Tutti siete a conoscenza dello scandalo Dieselgate che ha letteralmente travolto il gruppo Volkswagen. Tutto partì da alcuni controlli dell’EPA negli Stati Uniti sui motori 2.0 TDI, che risultarono avere un sistema per alterare le emissioni in fase di test che poi si disattivava nella guida di tutti i giorni: ciò voleva dire che durante i test di omologazione i valori delle emissioni inquinanti venivano palesemente falsati. Uno scandalo che coinvolse tutte le auto del Gruppo VAG che montavano tale motore: oltre a Volkswagen, Audi, Seat, Skoda. Poi lo scandalo si allargò ai 1.6 TDI, e pure ai 3.0 V6 TDI, arrivando a coinvolgere anche le vetture Porsche dotate di quest’ultimo motore turbodiesel. Ammissione di colpe della Volkswagen e promessa di piena collaborazione furono la naturale conseguenza di questo enorme scandalo. A inizio ottobre parlai dell’accordo raggiunto da Volkswagen, ma riguardava solo i problemi connessi al 2.0 TDI. Solo per quelli si quantifica un esborso sui 14 miliardi di dollari.

Resterebbero fuori i 3.0 V6 TDI, per cui bastava semplicemente trovare un accordo: e invece no, è spuntato fuori un nuovo defeat device. Questa volta si tratta di un problema presente sui cambi automatico, il tipo AL551, quella per intenderci che viene solitamente montata sulle Audi di lusso. Sarebbero poi coinvolte sia le vetture Diesel che quelle a benzina. A scoprirlo è stata la Carb (California Air Resource Board), e Volkswagen ha già detto di aver fornito tutta la documentazione tecnica richiesta per chiarire anche questo problema. Il punto è che la scoperta di questo secondo defeat device è stata fatta quattro mesi fa, e le vetture sono state prodotte con questo cambio truffaldino fino allo scorso maggio, ben oltre lo scoppio dello scandalo esploso a settembre del 2015.

Insomma, cara Volkswagen, cosa stai combinando? Possibile che dopo lo scoppio dello scandalo lo scorso anno, dopo le scuse ufficiali e le promesse di pulizia interna, possibile che dopo tutto questo siano invece rimaste in produzione autovetture con un altro defeat device? Si sperava che nessuno lo scoprisse? Per il momento il problema del cambio è stato riscontrato solo su alcuni modelli Audi, ma ciò non toglie forza a questo nuovo smacco alla credibilità del gruppo tedesco, in momento in cui sta ancora negoziando i risarcimenti per la parte riguardante i motori 3.0 V6 TDI. Per Audi potrebbe profilarsi un’altra multa miliardaria, con l’aggravante di aver mantenuto in produzione auto che falsavano i test anche dopo lo scoppio dello scandalo. A margine si può notare anche una cosa curiosa: pensate, qualcuno potrebbe trovarsi un’Audi dotata sia del motore truccato che del cambio truccato. Sarebbe una doppia beffa.

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Roberto Galante
Roberto Galante, classe 1981, è un tecnico elettronico di professione e un blogger iperattivo per passione. Interessato alla politica e ai motori, quando ha un'opinione non riesce mai a tenerla per se