“With me” la nuova app per fare i selfie con i defunti

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Il mondo delle applicazioni per smartphone è un mondo in continua evoluzione, quotidianamente ne vengono rilasciate svariate nei famosi App store Android e IOS. Ormai esistono App per qualsiasi uso, da quelle per la cucina a quelle per giocare in borsa: da oggi esiste anche un’applicazione per scattare selfie anche con i morti.

È stata infatti presentata al Mobile World Congress di Barcellona un’applicazione che grazie alla tecnologia 3D è in grado di scannerizzare e creare avatar delle persone, con la successiva possibilità di inserirle nelle foto, qualora non fossero presenti fisicamente. “With me” è stata presentata dall’azienda sudcoreana Elrois, un’azienda specializzata in tecnologie 3D, Eun Jin Lim portavoce dell’azienda ha specificato che la progettazione di quest’App è stata pensata soprattutto per chi ha perso un membro della sua famiglia, di modo da poter farla rivivere sempre: non più solo nel cuore ma anche in tutti le immagini desiderate.

La difficoltà di lasciare andare i defunti sembra muovere su più fronti la tecnologia. A fianco di questa nuova App, si prospetta un progetto del professor Hossein Rahnama dell’Università Ryerson di Toronto, il cui nome è suggestivo: “Eternità Aumentata”. La ricerca di Rahnama è ancora più ambiziosa: si propone entro il 2045 di riuscire, attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, a creare una mappatura del cervello del defunto a cui associare un Bot con cui sarà possibile dialogare, grazie alle dichiarazioni, agli scritti, alle email e ai post social del compianto. Questo Bot, analizzando i pensieri e le espressioni del defunto, sarà programmato per rispondere alle domande proprio come, in via probabilistica, avrebbe fatto lui stesso in vita, ricreando così, sebbene artificialmente, una possibile conversazione con il proprio caro.

Se da un lato la ricerca di un contatto con l’aldilà è una pratica che fin dagli albori delle civiltà interessa l’uomo vista la quasi totale oscurità della vita dopo la morte, dall’altro è innegabile come sia becero cercare di guadagnare sul dolore della gente.

Queste nuove tecnologie non sono tanto diverse dalle sedicenti medium che asseriscono di essere in grado di collegarsi con l’oltretomba, sfruttando il dolore della gente, per poter vendere il loro prodotto, senza curarsi minimamente dell’eticità della questione. Lucrare sul dolore delle persone oltre ad essere immorale è quanto mai esecrabile, perché si sa, che in momenti di difficoltà, le persone sono molto più sensibili e farebbero di tutto pur di alleviare la tristezza che li attanaglia.

Il tutto con il rischio di ridurre tutta la spiritualità che c’è intorno alla morte ad un semplice gioco, non contando che si renderebbe ancora più lungo e difficile il processo di separazione di cui la psiche umana necessita quando si è di fronte ad un lutto.

Il mercato tecnologico sta diventando ormai così saturo che non sa più in che direzione muoversi per cercare l’innovazione, anche se, sarebbe opportuno che si pensasse di più a ciò che realmente può portare dei sensibili benefici per le persone piuttosto che ai propri guadagni.

Solo così si potranno seguire le orme dei grandi inventori del passato, uomini che pensavano a migliorare la vita della collettività e non solamente ad arricchirsi e visto che sotto questi nobili ideali sono state fatte le scoperte più importanti, c’è da sperare che si inverta la rotta e si ritorni a pensare al progresso in maniera etica, nell’ottica di aumentare le prospettive di crescita e di vita, possibilmente rispettando i valori umani.

Carlo Alberto Ribaudo

 

 

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Carlo Alberto Ribaudo
nato a Verona il 16 Settembre 1991. Studente di Scienze della Comunicazione per l’Editoria e il Giornalismo presso l’Università degli studi di Verona. Appassionato di arte, cinema, letteratura, musica, teatro e sport.