Con la flotta in Libia senza sapere chi combattere

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Tripoli, bel suol d’amore.. E così le navi militar italiane tornano nelle acque di quella che fu la Quarta sponda. Ma partono in una situazione di caos generale grazie alla ormai nota incapacità del ministro degli esteri, Alfano. Incapace di comprendere che la Libia è divisa in due e che non sarebbe stato male accordarsi anche con la Cirenaica di Haftar prima di partire per la Tripolitania. Tra l’altro Haftar, sino ad oggi, ha accuratamente evitato di concedere le coste della Cirenaica agli scafisti che portano gli schiavi in Italia, a differenza di quanto continua ad accadere dalla parte di Tripoli. Chissà se Alfano se n’è accorto. In compenso al prode ministro degli esteri deve essere sfuggito che l’Egitto sostiene Haftar e continuare a non avere un nostro ambasciatore al Cairo non aiuta nelle relazioni diplomatiche.

Forse è un particolare che sfugge al grande statista siciliano. Probabilmente non succederà nulla, Haftar non manderà gli aerei a bombardare le navi italiane, ma di sicuro non è l’approccio più intelligente ne’ il più utile per gli accordi sulla gestione delle risorse energetiche. Ma è quello che passa il triste convento del governo Gentiloni. Il vero problema, però, potrebbe nascere da un eventuale sbarco dei militari italiani a Tripoli. Bisognerà evitare che si addentrino nei quartieri edificati dagli italiani tra le due guerre mondiali.

Potrebbero scoprire che i cattivissimi tripolini hanno lasciato intatti i simboli del passato regime italiano. Limitandosi a dipingere di verde i fasci che adornavano i portici. Se lo scoprono Fiano e Boldrine ci tocca dichiarare guerra alla Libia ed ordinare bombardamenti a tappeto per distruggere gli odiati simboli. Curioso che persino i Paesi colonizzati abbiano rispetto per una parte del loro passato mentre il rispetto per la storia manchi ai politici italiani

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Augusto Grandi
è un giornalista e scrittore italiano. Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 Ore, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. È autore di "Un Galeone tra i monti" (pubblicato nel 2002 dall’Editore Musumeci), "Sistema Torino" (2002, Dario Musso Editore), "Sistema Piemonte" (Intergrafica), "Baci e bastonate" (2007, Edizioni Angolo Manzoni) e ha collaborato ai volumi "Monferrato" (1998), "Piemonte terra di emozioni, terra di golf" (2002), "Piemonte frontiere" (Label, 2004) e "Il Toro siamo noi" (2006). Nel mese di marzo 2008 è uscito, "Lassù i primi. La montagna che vince", pubblicato da Daniela Piazza Editore, un saggio sulle popolazioni alpine che intreccia valutazioni di taglio economico, sociologico e culturale. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e il premio "Giornalista solidarietà". Nel 2008 è stato premiato per la sua attività giornalistica dal "Museo del Gusto" di Frossasco e ha ottenuto il Premio GrinzaneMontagna per il saggio "Lassù i primi". Sempre nel 2008 ha ottenuto l'Anguillarino d'Argento per "Baci e bastonate" ed ha vinto il Premio Acqui Ambiente per il saggio "Lassù i primi". Nel dicembre del 2009, sempre per Daniela Piazza Editore, è uscito "Razz. Politici d'azzardo", un romanzo ambientato nel sottobosco della politica italiana. Nel 2010 gli sono stati assegnati il premio alla carriera "Officina delle idee" della Città di Rivarolo Canavese (Torino) e il premio alla carriera "Polesani nel mondo". Nel 2011, in coppia con Teresa Alquati, ha firmato "Eroi e cialtroni: 150 anni di controstoria", pubblicato da Politeia, nel quale si analizza in chiave critica la storia economica dell'Italia dall'unità a oggi. Nel 2012 ha pubblicato, con Daniele Lazzeri ed Andrea Marcigliano, "Il Grigiocrate, Mario Monti nell'era dei mediocri", per le edizioni Fuori Onda. È membro della giuria del "Premio Acqui Storia" 2011 nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio. Nel 2011 ha partecipato a due volumi collettivi: "Altri Risorgimenti", antologia ucronica curata da Gianfranco de Turris e pubblicata da Bietti Edizioni, una specie di controstoria ipotetica del risorgimento italiano; e "La profondità strategica turca nel pensiero di Ahmet Davutoglu", testo edito dal centro studi Vox Populi, per il quale ha collaborato alla realizzazione del volume collettivo "Oltre Lepanto".