Gli USA si ritirano dalla Siria meridionale cedendo il passo a Mosca

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La regione di Al-Tanf, situata al confine tra Siria, Iraq e Giordania, nei mesi scontri era stata teatro di bombardamenti da parte delle truppe della Coalizione ai danni delle forze filo-governative siriane. Nello stesso periodo un aereo militare americano F 15E Strike Eagle aveva abbattuto un drone di fabbricazione iraniana che stava bombardando le milizie sostenute dagli USA. In ultima istanza nella regione l’esercito americano ha schierato numerosi sistemi di artiglieria mobile lanciarazzi M 142 HIMARS, già utilizzato nel nord della Siria in funzione anti-ISIS, in grado di compiere una discreta funzione deterrente.

Secondo fonti libanesi, durante l’incontro bilaterale tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin a lato del vertice del G20 di Amburgo, i due leader avrebbero segretamente concordato il passaggio del controllo della regione in questione. Al-Tanf è un importante crocevia, fondamentale per il controllo del territorio meridionale siriano che, se effettivamente passerà sotto il controllo della Russia, permetterà l’apertura di un corridoio sicuro tra Damasco e Baghdad attraverso il quale far confluire uomini e risorse verso le ultime sacche di resistenza del califfato.

Attraverso questo accordo è sempre più forte la posizione del Presidente siriano Bashar al-Assad, che grazie alle zone di de-escalation istituite dai russi lungo tutti i suoi confini meridionali – in particolare verso Israele – gli hanno permesso di salvaguardare l’integrità del suo Paese. A nord, invece, la Turchia sta intervenendo per combattere i curdi, appoggiati dagli Stati Uniti, e allontanarli dai propri confini invitando Washington a cessare gli aiuti a questi ultimi, arrivando addirittura a minacciare un disallineamento dalla NATO ed un avvicinamento a Iran e Russia.

L’annuncio da parte del Presidente americano di concludere il programma della CIA di sostegno ai ribelli siriani ha portato alla resa di questi ultimi non più in grado di affrontare le forze governative, permettendo cosí alle forze di Damasco di conquistare ulteriori zone occupate. Ad Assad rimane solo da liberare Deir el-Zor, sotto assedio da parte dell’ISIS dal 2015 e difesa dalla 104° Brigata Aviotrasportata, un corpo di elite della Guardia Repubblicana guidata dal Generale Issam Zahreddine presenti nell’aeroporto cittadino. La città, settima del Paese, è un importantissimo sito economico in quanto sono presenti grandi giacimenti di idrocarburi; inoltre esso è un luogo strategico per il controllo del confine orientale e delle vie di comunicazioni con l’Iraq.

Il ritiro americano dal sud del Paese, le zone di de-escalation e una ormai prossima riconquista di Deir el-Zor assieme al patto tra Mosca ed Ankara riguardo alle regioni settentrionali transiteranno la Siria fuori da questa sanguinosa guerra civile mantenendo la leadership di Bashar Al Assad e l’integrità del Paese.

Stefano Peverati

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Stefano Peverati
Classe 1994, nato a Rovigo ma cresciuto nel ferrarese. Laureato presso la facoltà di Scienze Internazionali Diplomatiche dell’Università di Bologna, Campus di Forlì.