In quest’anno che si sta per chiudere, la produzione di vetture e utilitarie in Europa raggiungerà, secondo PwC (PricewaterhouseCoopers) i 19,1 milioni di unità, in aumento del 5,7% rispetto ad un anno fa. Un record della storia dell’auto. “Un record che, evidentemente, è raggiunto grazie alle due dinamiche di questo mercato che hanno giocato tra loro una buona sinergia: produzione e consumo”, commenta il Presidente Aduc Vincenzo Donvito.

Nella prima dinamica (produzione), come fanno notare sempre da PwC, “il miglioramento delle capacità di utilizzo delle fabbriche ha fatto entrare l’industria europea in un circolo virtuoso. La redditività degli impianti migliora…”. Si tratta di una produzione in larga parte a “Km zero”, con le vendite concentrate nei luoghi di fabbricazione, e che vede la Germania al primo posto con 6 milioni di vetture. Le prospettive di vendita -sempre secondo PwC- a breve termine restano positive e la situazione economica piuttosto rassicurante.

Ma, come spiega Donvito, “nella seconda dinamica (consumo), l’acquirente medio è costantemente bombardato di pubblicità (con investimenti che non sembrano essere sfiorati da una delle tante crisi che sembra ci attanaglino) e di incentivi fiscali per indurlo all’acquisto. Nonché spronato da un sistema di trasporto pubblico non all’altezza della domanda e da offerte di mobilità individuale alternativa non consone ai bisogni (carenze infrastrutturali e costi fuori mercato: si pensi ai mezzi elettrici, per esempio)”.

Il Presidente Aduc spiega: “Un mercato, quindi, che va per conto suo (e contro) rispetto alla scienza e alla quotidianità”.

“La scienza – afferma Vincenzo Donvito – è quella che ci dice che il riscaldamento climatico da sovracombustione di energie fossili (tra cui primeggiano i carburanti) ci sta uccidendo più velocemente, e ci sono fior fiore di convegni e incontri internazionali che ce lo ricordano sempre, Onu in testa; con tanto di impegni da parte degli Stati”.

“Quotidanità – continua Donvito – che ci dice che dobbiamo circolare in auto a giorni alterni nelle nostre città, perché sono stati sforati i limiti di tollerabilità umana dei gas di scarico emessi nell’aria dalla combustione di queste vetture. Con tutte le differenze tra euro1, euroPinco, euroPallo…. Scartando euro1000, che sono io con la mia bicicletta e che, nello specifico italiano, rischio la vita ogni secondo che la inforco in strade in cui le piste ciclabili sono una presa per i fondelli e/o il fiore all’occhiello di campagne elettorali false e/o uso improprio dei fondi comunitari stanziati alla bisogna”.

“Torna tutto? Certo che No! 2+2 sembra che faccia sempre quattro, mentre qui ci stanno inducendo a risultati tipo sette oppure otto”, denuncia il Presidente Donvito. “E sembra che più di qualcuno si stia lavando le mani lasciando “ai posteri l’ardua sentenza”, che non potrà che essere (grazie all’incoscienza attuale) di morte!”.

Donvito conclude: “Per tornare alla produzione. La conversione industriale grazie a politiche ad hoc, che fine ha fatto? Ci fermiamo qui. Perché la domanda che abbiamo posto è la chiave di tutto, anche per i posti di lavoro oltre che per la nostra salute e la nostra vita”.

[Photocredit: T-Mag]

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