Il virus del Capitalismo nella Destra e nella Sinistra

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Ho appena terminato la lettura di un libro stampato dalla spagnola EAS, casa editrice che con un eufemismo definirei particolarmente affine al pensiero e ai progetti che mi stanno a cuore. Si tratta della medesima casa editrice che aveva pubblicato un’opera fondamentale sulla Neolingua e sul controllo mentale.
In quest’opera che si chiama Ayn Rand y Leo Strauss – El capitalismo, sus tiranos y sus dioses che, purtroppo, abbiamo solo in spagnolo, scopriamo delle chiavi di lettura essenziali per l’epoca attuale. L’autore, Francisco José Fernandez-Cruz Sequera, tratta dei due principali animatori ideologici e spirituali del turbo capitalismo. Definisce la prima, Ayn Rand, come la paladina della via sinistra del capitalismo e il secondo, Leo Strauss, come quello della mano destra.
Non ci troviamo di fronte a un esercizio intellettualistico ma ad un’inchiesta vera e propria che non si limita a sviscerare l’intero pensiero di ambo i “filosofi” ma rivela tutti i nessi e le connessioni in modo così limpido che si possono iniziare a cogliere un po’ di più i contorni ideologici e lobbistici delle due fazioni oggi impegnate nel braccio di ferro della ristrutturazione mondiale.

Alle origini di Soros
Alissa Zinovievna Rosenbaum, detta Ayn Rand, originaria di una famiglia israelita di San Pietroburgo trasferitasi a New York, ha influenzato ampiamente il pensiero dell’anarcocapitalismo americano, o “liberal”, basato sulla superiorità etica e vitale dell’individuo-imprenditore che si deve liberare dalle pastoie statali e collettive. In perfetta sintonia con Marcuse e con la Scuola di Francoforte, l’azione di sovvertimento dell’ordine costituito, secondo il suo personale mito della “Ribellione di Atlante”, ha anticipato le battaglie dei matrimoni gay e delle cause Lgbt. Ha influenzato la stessa Chiesa Satanista che, per bocca del suo fondatore, Lavey, sosteneva essere “la filosofia di Ayn Rand con aggiunta di cerimoniali e rituali”. È leggendo la Rand, ha raccontato Hilary Clinton, che decise di mettersi a fare politica. Parliamo, in maniera assai evidente, dell’intero impianto di Soros.

Il sionismo mistico
Leo Strauss, nato vicino Francoforte e finito anch’egli in Usa, non senza tappe esistenziali e accademiche in Inghilterra e in Israele, è l’ispiratore della mano destra del capitalismo.
La sua visione del mondo maturò nei circoli accademici ebraici e si condensò nel sionismo mistico.
Pensava che il mondo dovesse essere guidato da un’élite di savi e che il potere dovesse essere concentrato e praticamente totalitario, sia pure in società essenzialmente democratiche che, a detta sua, erano le più affini allo spirito ebraico. In quanto all’ebraismo era, a suo avviso, la soluzione ottimale per una trascendenza elitaria. Le sue idee ebbero successo a partire dagli anni Settanta e, in particolare, quando l’ala preponderante dei trozkisti scelse la “svolta a destra” intesa come “rivoluzione dall’alto”, in discontinuità con quei loro compagni che ancora oggi sono con Soros. Un’interpretazione polemologica dell’umanità spinse Strauss a farsi teorico della “Guerra permanente” (che poi è la visione da destra della “Rivoluzione permanente” trozkista). Neocons e Tea Partie sono sulla linea di Strauss. Molti dei suoi araldi, tra cui quel Michael Ledeen, tristemente noto in Italia ai tempi della strategia della tensione e di Sigonella, sono oggi paladini di Trump.

Quale veicolo di sovversione?
La differenza tra questi due poli è, appunto. di orientamento. L’uno subisce l’infatuazione luciferina del Solve, l’altro acclama il trionfo luciferino del Coagula: ma parliamo della medesima visione spirituale ed esistenziale, applicata diversamente a seconda delle indoli e dei costumi.
Se l’ideologia che attribuiamo a Soros ma che è stata codificata dalla Rand, ci è chiarissima, molta confusione c’è intorno a quella di Strauss che si ha la tendenza ad esaltare per differenziazione, ovvero perché contrapposta a quella sorosiana. Ma nei fatti è identica, tranne che nella scelta dei veicoli sovversivi: la società come virus di se stessa (Rand e Soros) o le istituzioni come schiavizzanti e sovvertenti la società (Strauss e gli “autocrati” di oggi). È proprio leggendo l’ideologia di Strauss e sapendo quanto abbia avuto presa nell’ala destra dei cosmopoliti turbocapitalisti che si comprendono la strumentalizzazione di temi nazionalistici e sovranistici da un lato e la loro sublimazione in una mistica messianica intorno al Tempio di Gerusalemme. Qualcosa che accomuna Putin e Trump non per chissà quale servilismo ma per una precisa visione del mondo che non esiteremo a definire disturbata.

Questa o quella ganascia oppure una Terza Posizione?
L’amara considerazione è che siamo chiusi a tenaglia. Non solo geopoliticamente e non solo demograficamente, ma tra le due ganasce di un misticismo satanista sicché davvero irrisorio, triste e scellerato è il difenderne una rispetto all’altra, visto che sono entrambe nemiche giurate delle radici stesse del nostro essere.
Leggo ogni tanto che questo non sarebbe il tempo per una Terza Posizione. Direi piuttosto che senza una Terza Posizione non ci sarà più alcun tempo. Tranne che per il satanismo della mano destra o della mano sinistra, che si congiungeranno inesorabilmente mentre si sprecheranno gli I like sui social.

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Gabriele Adinolfi
è un politico e scrittore italiano, membro fondatore negli anni settanta di Terza Posizione e presente in varie altre associazioni extraparlamentari nate dallo spontaneismo politico di destra radicale. Frequentò gli ambienti romani del Movimento Sociale Italiano per un breve periodo, in particolare la sezione “Filippo Anfuso” in via Livorno (piazza Bologna). Dal 1970 si spostò nell'area extraparlamentare di estrema destra. Fu prima membro di Fronte Studentesco, poi di Avanguardia Nazionale, di Lotta di Popolo ed infine di Alternativa Studentesca.