Valle dei Laghi, Lega Nord: “Mentre aumentano i profughi l’orso continua a far paura”

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“Questa mattina un gruppo di militanti e sostenitori della sezione Lega Nord Valle dei Laghi, si è riunito a manifestare in piazza Italia a Cavedine. Insieme hanno espresso il loro dissenso nei confronti del “progetto accoglienza Trentino” e del “progetto Life ursus”, due problematiche che coinvolgono da vicino la nostra valle”. Con queste parole, in un comunicato stampa, Alessia Ambrosi- Segretaria sezione Valle dei LaghiLega Nord Trentino.

“Infatti – prosegue nella nota – dopo qualche mese dalla promessa della sindaca Maria Ceschini di contenere nel numero di otto i richiedenti asilo nel comune di Cavedine, i cittadini si trovano a dover fare i conti con l’arrivo di ulteriori 4 richiedenti asilo che risiederanno nella frazione di Vigo, pare in località Maso Frizzi, in un appartamento privato”.

“Come sezione Lega Nord Valle dei Laghi – continua – chiediamo da dove provengono i presunti profughi, visto che ancora una volta non se ne conoscono le generalità, non sappiamo da dove arrivano, se sono effettivamente profughi, né tantomeno se si trovavano in qualche centro accoglienza o se sono giunti direttamente da noi a seguito degli ultimi sbarchi. Per la sicurezza degli abitanti  e della Valle, desideriamo conoscere le loro condizioni di salute. Infine desideriamo venga rassicurata la popolazione”.

“Come sezione – si continua a leggere – ricordiamo a Rossi e a Zeni che ad oggi noi trentini stiamo ospitando, accogliendo e mantenendo 1781 profughi, il doppio dei richiedenti che dovevamo ospitare. A nostro avviso il “progetto accoglienza Trentino” come pure quello “Life ursus”, che coinvolge in prima linea la nostra Valle, sono degli evidenti fallimenti. Per quanto riguarda il progetto Life ursus la provincia, nonostante le nostre interrogazioni e denunce, ha sempre fatto orecchie da mercante, arrivando a negarne pure l’evidenza”.

“Precisiamo di non essere contrari all’orso, semplicemente non concepiamo la convivenza intesa dal progetto, in primis per la sicurezza dell’uomo, secondo per lo stesso animale che va spostato in un posto più adatto. Per quanto riguarda il progetto accoglienza come sezione ci siamo chiesti cosa facciano durante il giorno i richiedenti asilo presenti sul territorio. A parte viaggiare fino in città con i trasporti gratuiti pagati da noi contribuenti, non è dato sapere. Quel che è certo e visibile agli occhi di tutti tutti sono le conseguenze dell’invasione imposta: violenze, aggressioni, disordini e degrado a tal punto da rendere irriconoscibile la nostra città”.

“Quella Trento che per civiltà e sicurezza molti ci invidiavano. Come sezione ci chiediamo: è forse questa l’integrazione tanto osannata dal duo Rossi e Zeni? È forse questa la dimostrazione nei fatti della giunta Ceschini di riuscire a fare in pieno la propria parte in fatto di porte aperte?! Ancora una volta ci si rammarica nel vedere come i soldi facili, “incentivati” dalla Pat, provenienti dallaccoglienza di profughi che in realtà profughi non sono, fanno dimenticare a chi affitta e specula facendo business, gli effetti che si ripercuotono sulla nostra conservazione di identità. Ci rammarica sentire che ancora una volta Rossi e Zeni chiedano ai trentini un ulteriore sforzo, chiedendo loro di mettere a disposizione  altri 150 alloggi privati. Rossi e Zeni dimenticano troppo spesso che ci sono anche i TRENTINI in difficoltà! La solidarietà va bene e noi siamo i primi a sostenerla, ma riteniamo che i trentini abbiano fatto ben oltre le loro possibilità. Servono regole, buon senso, certezza della  pena. Serve che una volta tanto si pensi anche ai trentini e alla loro sicurezza. Inoltre al sindaco di Cavedine che con un post sui social ha dichiarato di non poter fare nulla in merito all’accoglienza, rispondiamo che ci sono realtà in provincia di Brescia o nei vicini comuni in provincia di Verona in cui il sindaco si è informato e ha a sua volta informato la popolazione. È sceso in piazza mettendo la propria faccia al fianco dei propri cittadini a manifestare coinvolgendo i sindaci dei comuni limitrofi. Quindi ci sentiamo di dire, volere è potere. Stiamo accogliendo e mantenendo la gente sbagliata, prima i nostri, prima i trentini in difficoltà”, ha infine concluso Alessia Ambrosi.

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