Vaccinazioni: i numeri del Trentino contro le paure ingiustificate

"Il tasso delle manifestazioni gravi non guarite è estremamente basso, con 17 pazienti che hanno presentato sequele a distanza, circa 1 caso ogni 1,8 milioni di vaccinazioni, e in 22 anni nessuno è deceduto a causa della vaccinazione".

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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa con relativa interrogazione del Cons. Claudio Cia, Agire per il Trentino, che riportiamo integralmente:
La questione “vaccino sì o no” è un tema che continua ad essere al centro di un acceso e infinito dibattito. Già con l’introduzione nel 1798 del primo vaccino contro il vaiolo c’era chi si proclamava contrario alle vaccinazioni, perché non menzionate nella Bibbia o, secondo i più fantasiosi, essendo il vaccino di origine animale (dal vaiolo bovino, da qui deriva il termine “vaccino”) avrebbe portato il vaccinato ad assumere le sembianze animali, con tanto di zoccoli e corna.
Ci volle la tragedia della devastante pandemia di vaiolo durante la Guerra Franco-Prussiana per capire l’importanza delle vaccinazioni. La Prussia aveva un programma di vaccinazione obbligatoria per i suoi soldati, ma non la Francia. Come risultato, 23.470 soldati francesi morirono di vaiolo durante la guerra, a fronte di 459 soldati prussiani. Non tutta la popolazione prussiana era però vaccinata, così dai prigionieri francesi infetti partì la pandemia che in cinque anni causò 500.000 decessi.
I tempi cambiano e l’informazione aumenta, fortunatamente. Tra internet e trasmissioni tv è però facile mescolare dati scientifici derivanti da anni di ricerche con teorie prive di alcuna validità scientifica, magari condite da una certa dose di complottismo, che hanno portato i vaccini al centro di una nuova ondata antivaccinista: i vaccini indebolirebbero il sistema immunitario, provocherebbero l’autismo o altre gravi malattie, i vaccini sarebbero un complotto delle case farmaceutiche, sarebbero inefficaci, e via dicendo. Sta di fatto che in Italia, secondo una recente indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss), quattro genitori su dieci hanno paura di vaccinare i propri figli: il 23 per cento dei genitori teme che gli effetti immediati dei vaccini possano essere rischiosi, un altro 18 per cento preferisce evitarli ritenendo probabili conseguenze negative per il futuro dei propri figli.
Tutte le cose del mondo comportano dei rischi. Anche i vaccini, tra le sostanze più sicure e testate in campo medico, possono dar luogo a reazioni avverse che sono generalmente di modesta entità ma che, raramente, possono produrre manifestazioni cliniche più gravi e che è importante conoscere.
L’anafilassi ad esempio, è una violenta reazione del sistema immune contro una sostanza riconosciuta come “estranea”. E’ molto rara, ma si risolve in genere senza danni con la presenza di un medico nelle vicinanze, ed è per questo che di prassi, al termine di una vaccinazione, viene richiesto di attendere circa 30 minuti nella sala d’attesa dell’ambulatorio, in modo che nella rara eventualità si possa intervenire tempestivamente.
I vaccini contro morbillo, parotite, rosolia e varicella sono molto potenti ed efficaci, ma con alcune problematiche da considerare. L’incidenza di effetti collaterali lievi è piuttosto comune dopo queste vaccinazioni: una parte non trascurabile dei bimbi accusa qualche linea di febbre ad alcuni giorni dalla vaccinazione, che però si risolve spontaneamente. In altri casi, molto rari, si registra una trombocitopenia, ovvero una diminuzione delle piastrine, che comunque anche in questo caso guarisce senza lasciare danni. In casi rarissimi, tanto da portare molti studiosi ad affermare che non esiste correlazione con la vaccinazione, si può verificare una grave encefalite. Se sul rischio di un po’ di febbre si può soprassedere, sulla trombocitopenia e l’encefalite è normale porsi la domanda se il beneficio valga il potenziale rischio. I numeri danno la risposta.
Dati molto interessanti possono essere tratti dalla vicina Regione Veneto, che ha messo in atto una sorveglianza sui danni derivanti dalle vaccinazioni, chiamata “Canale Verde”. Nell’ambito di questa attività sono state valutate quasi 32 milioni di vaccinazioni nel periodo che va dal 1993 al 2015. Dall’aggiornamento dei casi gravi correlabili dell’intero periodo risulta che il tasso delle manifestazioni gravi non guarite è estremamente basso, con 17 pazienti che hanno presentato sequele a distanza, circa 1 caso ogni 1,8 milioni di vaccinazioni, e in 22 anni nessuno è deceduto a causa della vaccinazione.
Il disegno di legge 185/XV presentato dallo scrivente e in attesa di discussione, intende introdurre l’obbligo di vaccinazione per l’accesso agli asili nido per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie, mentre per le vaccinazioni “raccomandate” punta sul potenziamento dell’informazione al fine di consentire a tutti i genitori di poterne comprendere l’importanza e l’opportunità.
In vista della discussione della proposta sarebbe quanto mai auspicabile disporre di una serie di dati.
 
Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:
 
  1. i dati degli ultimi 15 anni relativi al numero di tutte le vaccinazioni effettuate (prescritte per legge e raccomandate), suddivise per anno e per tipo di vaccino;
  2. il numero di eventi gravi, cioè che non si sono risolti spontaneamente, accertati in seguito a vaccinazione (morte, anafilassi, encefalite, trombocitopenia…) indicando il tipo di vaccinazione, negli ultimi 15 anni;
  3. negli ultimi 15 anni, gli eventuali casi registrati di difterite, tetano, poliomielite, epatite B, TBC, morbillo, meningite, ed eventuali complicanze successive;
  4. l’andamento della percentuale di copertura vaccinale negli ultimi 15 anni, per i diversi tipi di vaccino disponibile;
  5. la percentuale di bambini in età pediatrica che non risultano attualmente vaccinati, per i diversi tipi di vaccini e il numero di soggetti che hanno interrotto il protocollo vaccinale senza i richiami previsti;
  6. il costo sostenuto dall’APSS per l’acquisto di vaccini, in forma singola o combinata con altri, per singola dose e ciclo completo e la spesa complessiva per l’acquisto di vaccini sostenuto dall’APSS e la percentuale rispetto al bilancio totale;
  7. la spesa complessiva per l’acquisto di farmaci contro l’ulcera (gastroprotettori) sostenuto dall’APSS e la percentuale rispetto al bilancio totale e la spesa complessiva per l’acquisto di farmaci contro la glicemia (ipoglicemizzanti) sostenuto dall’APSS e la percentuale rispetto al bilancio totale.
 
A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.
 
Cons. Claudio Cia

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