Insegnamento della religione nella scuola pubblica: necessaria oppure no?

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La piattaforma di dibattito Proversi.it ha pubblicato oggi un testo di approfondimento su un argomento di grande attualità, ovvero l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche italiane.

L’insegnamento della religione cattolica (IRC) è un’istituzione italiana del Concordato, risalente al 1929. In principio un obbligo per tutti gli studenti, oggi è facoltativa, come stabilito nel 1984 dalla revisione del Concordato. Gli alunni che non prendono parte all’ora di religione possono in alternativa uscire dall’aula e dedicarsi ad altre attività, come disposto dalle regole della scuola, senza dover seguire obbligatoriamente un’altra lezione. Gli insegnanti di religione compiono un percorso diverso rispetto ai loro colleghi: terminati gli studi, vengono selezionati dalla Curia che li giudica in base alla condotta morale e li segnala al preside della scuola.

Il dibattito tra i sostenitori dell’ora di religione, ed i suoi oppositori, è oggi vivo più che mai alla luce dei cambiamenti nella società italiana, ormai multietnica e multiculturale. In difesa dell’insegnamento si sono schierati non solo cattolici, ma anche personaggi della cultura laica come Massimo Cacciari, che considera l’ora di religione indispensabile per il bagaglio culturale degli studenti. Della stessa opinione il cardinale Bagnasco e Angelo Bertone, blogger e insegnante di religione. Dall’altro lato le forti critiche mosse dall’UAAR (l’Unione Atei Agnostici Razionalisti), che propone l’alternativa di un’ora di educazione civica. Contrario si è detto Corrado Augias che non ritiene giusto il percorso all’interno delle scuole pubbliche, così come l’insegnante Andrea Atzeni, che considera l’ora di religione mera variante del catechismo.

Tuttavia il dibattito lanciato dalla piattaforma continua, in attesa di un risvolto sull’esito dell’acceso confronto.

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