Editoriali

LA SCELTA DI MANUELA BOTTAMEDI CAMBIERA' IL M5S TRENTINO?

Le dimissioni politiche da parte di Manuela Bottamedi rappresentano un duro colpo in seno all’opposizione presente in Consiglio Regionale. Infatti il “Caso Bottamedi” è definitivamente scoppiato solo dopo poche settimane dal passaggio di Elena Artioli, eletta tra le file di Forza Italia, al Partito Democratico.

Di entrambe se ne è ampiamente trattato. Si è raccontato dei contrasti della pentastellata con il Meetup locale, dissidi che vanno a toccare direttamente il credo ideologico del Movimento. Elena Artioli invece è stata protagonista di un’interessante passaggio politico da Destra a Sinistra. Manuela Bottamedi, come ricordato anche da alcuni attivisti, è legata alla politica fin da giovane età. Lo dice del resto lei stessa.“Passioni? La politica innanzitutto, fin da giovanissima.” afferma sulla sua biografia presente nel sito del Consiglio Provinciale. Si scopre anche che ha fatto esperienza politica nell’Unione per il Trentino, all’interno di un laboratorio politico coordinato dal consigliere provinciale Giorgio Lunelli.

In una situazione in cui l’egoismo e la vanità di un singolo si sono scontrati con la volontà della base, ho però rilevato con soddisfazione una dimostrazione di grande maturità del gruppo e il desiderio di rilanciare i principi che hanno ispirato l’inizio del nostro cammino. Con orgoglio mi sento parte di questo gruppo che con coraggio si sta sforzando di proporre un nuovo modo di fare politica, dal basso, con la cooperazione e con il contribuito di tutti.” Sono state le parole rassicuranti pronunciate da Riccardo Fraccaro, portavoce del M5s a Roma.

L’attività dei pentastellati comunque non si è interrotta. Nei prossimi giorni si assisteranno a nuovi sviluppi in merito allo scandalo dei Vitalizi e in merito alle prossime elezioni comunali. Quest’ultime saranno un’importante occasione per insidiare a Trento il Centrosinistra autonomista.

Il Movimento 5 Stelle nazionale  sta dimostrando di essere un’alternativa convincente al Partito Democratico. L’assenza di un centrodestra competitivo, questo è causato da una politica troppo accomodante nei confronti di Renzi da parte di gran parte delle forze politiche che lo costituiscono, e il mancato rinnovamento, non si sta dando la possibilità a nuovi esponenti di emergere sullo scacchiere politico nazionale, danno del resto spazio alla politica degli uomini di Grillo.

Si può dire molto a riguardo. Indubbiamente non si può far a meno di notare che è necessario, da parte di tutti coloro che sono all’opposizione, una fase rigenerativa e propulsiva. La politica, soprattutto chi la fa, deve ritrovare una visione che si basi su precisi scopi e su precisi valori. Discorso simile è quello che interessa il M5S nazionale e locale; ma in tal caso si parla piuttosto di un assestamento necessario e vitale dopo una rapida crescita di consensi.

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