INCOMPETENTI ALLO SBARAGLIO NELLA LOTTA AL TERRORISMO

Divertente, e pure inquietante, l’approccio italiano per affrontare il pericolo del terrorismo. Dilettanti allo sbaraglio avrebbero fatto meglio. Basti pensare al controllo delle frontiere. Le misure previste vanno nella direzione di un progressivo indebolimento dei diritti di chi viaggia in aereo. Controlli asfissianti, anche sulle scelte private, sui gusti. Il Grande Fratello antiterrorismo. E pazienza se si ridurrà il turismo, la sicurezza prima di tutto. Già, quella sicurezza che manca totalmente quando si tratta di andare a prelevare in acque libiche decine di migliaia di clandestini da trasportare in Italia per far ingrassare le organizzazioni “caritatevoli” e pure quelle criminali. Sappiamo gusti e scelte di vita di chi arriva per mare? Macché. Solo di chi viaggia in aereo. Utilissimo, indubbiamente. E il controllo del territorio italiano? “Bambole, non c’è una lira”. I soldi servono per pagare il riscatto di due sciagurate, ma mancano per pagare la benzina alle auto di polizia e carabinieri o per mandare l’esercito per strada. D’altronde, chi mai dovrebbero controllare? Mica le grandi risorse immigrate che, in quanto tali, sono un’opportunità e non un pericolo. E se li controlli paghi anche i danni per comportamento razzista. Così si procede tra qualche rara espulsione per tener tranquilla l’opinione pubblica, qualche dichiarazione ad effetto e tanta ma tanta speranza nello Stellone. Pronti, ovviamente, a negare qualsiasi intenzione terroristica nell’eventualità di un’azione compiuta da qualche straniero o da qualche neo italiano. In fondo basta negare l’evidenza e tutto va a posto. Si scoprirà qualche turba psichica, qualche problema comportamentale, qualunque cosa serva ad occultare la realtà. Perché le imprese italiane non possono rinunciare a milioni di immigrati disposti a lavorare a basso costo e senza regole. Perché i palazzi costruiti e rimasti vuoti devono essere riempiti, a spese pubbliche, con disperati che non fanno caso alla qualità delle opere perché, tanto, pagano Comuni e Regioni. Perché i tanti italiani occupati, a pagamento, nel volontariato si ritroverebbero senza lavoro e senza stipendio pubblico.
Augusto Grandi

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