Festival Economia: la Boschi lancia le sue riforme

“C’è bisogno di dare al paese quelle riforme che sono state tanto promesse ma mai realizzate. Innanzitutto è necessaria una riforma di base, che è quella costituzionale e che serve per tutte le altre riforme”. Con queste parole Maria Elena Boschi ha aperto il suo intervento in un auditorium Santa Chiara, non pieno come l’anno scorso in occasione della visita del Premier Renzi, nel corso del Festival dell’Economia di Trento. Un intervento che ha avuto come scopo quello di spiegare nettamente la qualità delle riforme che verranno sottoposte al referendum nel prossimo autunno. Il Ministro spera che le riforme costituzionali possano superare l’attuale sistema bicamerale perfetto, ritenuto da lei “anacronistico” rispetto agli altri paesi europei. “Il superamento del bicameralismo perfetto garantirà un processo legislativo più veloce, il Senato rappresenterà le regioni e le autonomie”, ha ricordato il Ministro, che poi ha ribadito che è necessario anche una ridefinizione chiara delle competenze in mano alle regioni.
Rivolgendosi a coloro che si sono espressi per il “no” alle riforme proposte dal Governo, la Boschi ha affermato: “Non c’è unitarietà tra i costituzionalisti, alcuni dicono si, mentre altri dicono di no. Nessuno ha paventato un rischio di deriva autoritaria”. Spiega infatti che non ci saranno modifiche per quanto riguarda i poteri del Presidente del Consiglio a differenza di altre proposte di riforma costituzionale, ad esempio la devolution promossa da Berlusconi nel 2006, che creava una figura simile a quella del Premier inglese.
In merito all’Italicum, la nuova legge elettorale, Maria Elena Boschi ha affermato che “Con l’Italicum diamo agli italiani un potere enorme: di decidere chi governerà”. Infine il Ministro fa una provocazione nei confronti di coloro che sono contro le riforme: ” chi é per il no punta alla instabilità, ma a rimetterci sarebbero comunque i cittadini”.
L’arrivo del Ministro non è comunque passato inosservato. Dalle 10 un piccolo corteo ha manifestato lungo Corso 3 Novembre e il rischio di improvvise e violente manifestazioni, non avvenute, ha impegnato circa forze dell’ordine dislocate nelle prossimità e dentro al Centro Culturale Santa Chiara.