90 minuti corrispondono a 1 ora

Lo sfruttamento del lavoro e’ diventato talmente naturale che i vertici aziendali si meravigliano se qualcuno degli sfruttati osa protestare. Anzi, più che meravigliarsi si addolorano. Lo si può notare in una illuminante intervista rilasciata da un dirigente di Foodora, la società che utilizza i ciclisti per portare pasti a domicilio. Prima i lavoratori erano pagati su base oraria. Salario da fame, poco più di 5 euro all’ora. Ma adesso si è deciso di retribuirli in base alle consegne effettuate. Poco più di 2 euro per consegna. Ed il dirigente ha spiegato che, a Torino, il tempo medio di consegna e’ di 29 minuti. Dunque, ha sottolineato, se ne possono fare 3 all’ora. Curiosa concezione del tempo, evidentemente. Che potrebbe essere estesa ad ogni attività lavorativa. Ti pago 10-15 euro all’ora, per ore di 90 minuti ciascuna. Così aumentiamo la produttività oraria: geniale. Ma l’indignato aziendale e’ andato oltre e ha sottolineato come l’azienda offra ai collaboratori (vietato definirli dipendenti) la possibilità di fare dello sport in città, pedalando in mezzo ai fumi degli scappamenti delle auto.
Naturalmente alla bici, manutenzione compresa, devono provvedere i pedalatori. Insomma, il prossimo passo potrebbe consistere nella richiesta di un contributo ai pedalatori, visto che risparmiano sulla palestra o sull’iscrizione ad una società ciclistica. D’altronde la società spiega che i collaboratori non devono considerare l’attività come un lavoro. Una sorta di gioco per di più lautamente retribuito. C’è chi porta a casa anche 250 euro al mese. Ed i promotori possono arrivare a 500.
Insomma, generose elargizioni che possono permettere ai pedalatori di vivere lontano dai genitori, di acquistare un appartamento con un mutuo, di metter su famiglia. Sperando, ovviamente, che una scivolata in bici o un incidente contro un’auto non impedisca di effettuare 3 consegne nei 90 minuti dell’ora nuova aziendale.