Pil: finalmente ultimi in Europa

Bisogna ammetterlo: i giornali di servizio sono davvero bravi nel nascondere la realtà per favorire il bugiardissimo, Renziloni e le loro compagnie. Le previsioni europee sul Pil del 2017 collocano l’Italia all’ultimo posto per la crescita? E loro si entusiasmano, con grandi titoloni, sul boom del Pil italiano nel 2016, cresciuto addirittura dello 0,9% che, corretto, sale all’1%. Una meraviglia. Più che un boom sembra una leggera flatulenza, ma uno fa il giornalista di servizio apposta per trasformare un venticello in una tempesta. Dunque godiamoci la forte crescita dello scorso anno e mostriamo grande ottimismo per il 2017 che potrebbe chiudersi, addirittura, con un incremento del Pil del medesimo ordine di grandezza. Oddio, le previsioni europee sono leggermente più basse, ma non ci possiamo far condizionare da qualche decimale in meno. Fosse un decimale in più ci sarebbero le prime pagine a celebrare il trionfo, visto che è in meno si può sorvolare.
Così come si sorvola, beatamente, sugli effetti della ripresa dell’inflazione. I prezzi della benzina e del riscaldamento sono tornati a crescere, le tariffe (dalle autostrade alle ferrovie) sono aumentate. Dunque l’inflazione cresce e, di conseguenza, cresce il Pil. Particolare su cui i giornali di servizio non si soffermano. Come non si soffermano sulle dichiarazioni del ministro Del Rio dopo il terremoto: la ricostruzione farà crescere il Pil. E lo fa crescere anche la spesa sempre più alta per far fronte al mantenimento dei migranti. Ma tutta questa maggior spesa non significa maggior ricchezza delle famiglie e dei singoli individui. Anzi, tra tasse, tariffe e aumenti vari, il benessere economico individuale si ridurrà ulteriormente. In attesa che la manovra correttiva richiesta dall’Ue peggiori ulteriormente la situazione. Tranquilli, però: in autunno sarà peggio, con la manovra per il prossimo anno. E’ per questo che il bugiardissimo vuol votare subito: per avere, in autunno, già un governo in grado di piazzare i provvedimenti lacrime e sangue voluti da Bruxelles.
Ovviamente i giornali di servizio sorvolano su questi aspetti. E l’opposizione si guarda bene dal mettere in campo una informazione alternativa, corretta. Alternativa anche al Tg5 che si è trasformato nell’ufficio stampa del bugiardissimo, tra entusiasmi per una crescita inferiore all’1% e dimenticanze su una Grecia sull’orlo della rovina ma che cresce a velocità tripla. Perché raccontare la situazione greca significherebbe far capire agli italiani il futuro a cui andranno incontro se accontenteranno Bruxelles e la Troika. Con il popolo alla fame ed i soliti cialtroni che si arricchiscono sempre di più facendo crescere il Pil e facendo aumentare la povertà.
Augusto Grandi