Charlie Gard e tutti gli eroi moderni, che combattono ogni giorno

Nei primi giorni di Luglio si è soliti fare sempre le stesse cose: una parte di italiani è in ferie, una parte sostituisce i colleghi in ferie e muore di caldo al lavoro, a cadenza regolare si seguono le partite finali dei Mondiali di Calcio.
Il giorno 11 Luglio non è un giorno particolarmente importante per il calendario italiano, lo potrebbe essere per quello Vietnamita o per quello Americano o per quello Germanico per motivi storici, per iTunes per motivi di fatturato, etc .. ma non per noi: per noi italiani è un giorno comune.
Però il tempo delle famosissime “vacanze italiane” oltre che lo svago porta con sé anche delle giornate lunghe con molto sole, che sono adatte sia per uscire che per prendersi dello spazio per se stessi.
In questo famoso spazio, oggi, aprendo le agenzie ed apprendendo la bellissima notizia che – secondo AgenPress – Charlie Gard avrebbe la possibilità di tentare una cura in Italia, a Roma, se i genitori produrranno entro 48 ore evidenza della loro tesi, evidenza scientifica, nonché se – al contrario – manterranno fede alla sentenza (di fine cura) ho riflettuto sulle epoche che cambiano e sui tempi moderni e di conseguenza anche sugli eroi dei tempi moderni.
I nostri eroi, contemporanei, sono tanti. Il piccolo Charlie Gard rappresenta una parte di questi piccoli eroi (il quale ha dalla sua parte persone di enorme potere come Trump e papa Francesco, ma lui è piccolino e non lo sa): egli è due volte eroe, da una parte perché è un piccolo bimbo con una malattia grave, combatte minuto per minuto per vivere, contro una genetica crudele; seconda battuta di eroismo perché fa pulsare il cuore degli europei, fa pensare all’etica, fa riflettere, e – accidenti – fa dare un freno a questa freddezza d’umore per cui si sciorinano parole come morte, eutanasia, fine vita, testamento biologico, aborto, come esperti di bioetica, medicina, clinica, chirurgia, persino volendo teologia. Tutti esperti in biochimica, terapie, ma anche in trattamento del dolore, esistenzialismo, etica, religione e vaticini un pochino così, da facebook.
Eroi moderni come Charlie, come i malati di cancro e di altre patologie gravi, che sempre più riescono a guarire grazie alle terapie moderne, impensabili un tempo, che sono combattenti, nelle file più angoscianti, quelle delle corsie degli ospedali.
Eroi moderni sono i giovani che combattono ogni giorno per lavorare e portare a casa lo stipendio – anche a volte irrisorio – perché i figli possano essere nutriti, curati, felici. Insieme ai giovani i meno giovani, che invece di dedicarsi a qualcosa di più giusto e di meritato, il riposo della pensione, devono rimanere al lavoro perché lo Stato non ha consentito loro di utilizzare il loro versato per uscire dalle fila della produzione in età decente per riposare e per godersi il pensionamento.
Eroi moderni sono però anche quelli che si impegnano per gli altri, che combattono ogni giorno la guerra contro l’indifferenza, contro le ingiustizie della società economica, la quale decide a priori chi è dentro e chi è fuori e non di rado agevola chi meno merita e punisce chi ha già dato di più di quello che aveva.
Eroi moderni, ancora, quelli che servono lo Stato per la sicurezza e per la pace, che perdono la vita difendendoci dal terrorismo, dalla delinquenza, dal degrado.
E’ questa contemporaneità, che porta in evidenza sui social network le disparità sociali, che non si vedono, ma che creano un livore. Che mostrano cose che non si pensava esistessero, nel bene – portando alla luce scandali e segreti – nel male – rendendo lapalissiana la distanza tra le persone.
E’ così che in una caldissima giornata di inizio Luglio, di quelle per l’appunto che non finiranno sul calendario nazionale, ci si trova a riflettere sui cambiamenti enormi che abbiamo vissuto dalla diffusione di internet e della comunicazione globale – sono ormai oltre 10 anni – ad oggi. Pensare a un mondo senza la comunicazione digitale in diretta pare impossibile, eppure fino agli anni ’90 non c’era modo per sapere le novità se non attraverso i mass media. Che adesso – paradosso – sono gli ultimi a sapere le cose. O poco più.
E così per Charlie Gard e per tutti gli eroi moderni che tali sono anche grazie al progresso, servirà prima o poi dedicare una giornata nazionale, un famoso giorno comune, per la gente comune e per la gente che combatte per vivere.
Di Martina Cecco