Il centrodestra ha la possibilità di vincere, ma manca un leader forte

Di fronte al disastro del Pd, il centrodestra ha una opportunità storica per tornare alla guida dell’Italia. Non è detto, però, che si tratti di una grande opportunità per l’Italia. Al di là della voglia del bollito di Arcore di arrivare ad un accordo con il bugiardissimo, quello che preoccupa è l’eventuale squadra di governo oltre alla scelta di chi dovrebbe andare a ricoprire ruoli cruciali nella società civile. Se il centro destra vuole conquistare i voti, questa volta deve consegnare ai potenziali elettori la lista dei ministri e dei boiardi di Stato.
Perché il disastro delle altre volte lo ricordano tutti. E allora il bollito ed i suoi alleati vogliono riproporre fini intellettuali come Moratti e Gelmini? Vogliono risuscitare Brambilla? Oppure pensano di recuperare La Russa che tanto si era impegnato a fianco di chi ha assassinato Gheddafi, con una lungimiranza politica che dimostra la grande preparazione? Tornerà in auge Tremonti? Ma quello geniale che scrive libri totalmente condivisibili o il gemello che governa in senso opposto rispetto a quello che scrive? Il bollito riaccoglierà Lupi che non perde occasione per magnificare i risultati ottenuti dai governi di Gentiloni e del bugiardissimo? Quanto alla società civile, tutti si ricordano l’incapacità di gestire la Rai.
Se l’informazione deve essere quella del Tg 5, tanto vale tenersi la disinformazione al servizio del Pd. E al posto di Boeri chi andrà? I cambiamenti non sono così scontati. Il centro destra si tenne il compagno Moretti alle ferrovie, dimostrando di non avere alternative nonostante il livello non eccelso di Moretti. E sul fronte culturale cosa vorranno fare Salvini, Meloni e Berlu? Nelle Regioni continueranno con un Maroni guidato e controllato da CL? Queste sono le risposte che il centro destra dovrebbe fornire quando si presenterà agli elettori. Perché le promesse su tasse da abbattere e su miliardi di posti di lavoro non convincono più nessuno. Servono i nomi, e che siano convincenti. Se il bollito di Arcore vuole Marchionne o Draghi, otterrà i voti di qualche banchiere e di qualche grande industriale, ma con nomi di questo tipo potrà godersi la pensione in villa.
Augusto Grandi