L'Austria a Destra per chiudere il Brennero?

Leggere i media di servizio italiani dopo le elezioni in altri Paesi offre la possibilità di comprendere le ragioni del crollo inarrestabile nelle vendite dei quotidiani. Non erano bastati gli articoli imbarazzati ed offesi per la vittoria di Trump o i titoli trionfali per il successo di Macron davanti a Marine Le Pen. Questa volta tocca all’Austria che, dopo aver illuso i giornalisti di servizio con l’elezione di un verde alla presidenza della repubblica, ora ha scelto il centro destra è la destra che, insieme, raggiungono il 60% dei voti. Con programmi simili sul fronte dell’invasione e della difesa dell’identità austriaca.
Il fastidio è ancora maggiore, per i politicamente corretti italiani, perché la vittoria del popolare Kurz, con la probabile alleanza con la destra di Strache, porta l’Italia a doversi direttamente confrontare con un Paese che non vuole più accogliere gli invasori che l’Italia lascia fuggire verso Vienna dopo aver evitato di respingerli quando li intercetta in mare. In fondo già gli altri Paesi del gruppo di Visegrad (Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca) hanno più volte sottolineato che se un Paese non vuol rispettare i patti e le regole sui rimpatri dei clandestini, poi non può pretendere di riversare sugli altri i frutti dei propri errori. E Vienna pare orientata a scelte analoghe. D’altronde Kurz e l’ungherese Orban hanno ottimi rapporti e possono iniziare a condizionare le politiche del Ppe.
Quanto all’Italia, la situazione è sempre più fuori controllo. Ieri un nigeriano senza fissa dimora ha assassinato un disoccupato italiano in uno di quei mercati politicamente corretti che il Pd aveva permesso a Torino e che i 5 stelle hanno tutelato assicurando che era regolare e controllato. Poi si è scoperto che l’assassino vendeva senza alcun permesso ed un consigliere grillino ha sostenuto che tutto è andato per il meglio. I figli del morto non saranno della stessa idea, probabilmente, ma non sono della stessa idea neppure i torinesi che non ne possono più di questa tolleranza a senso unico, di questa difesa d’ufficio dei criminali purché allogeni. Anche su questo si voterà il prossimo anno, non solo sulle false promesse di rilancio economico.
Augusto Grandi