La bufala della bandiera prussiana dimostra la morte della stampa di centrodestra

Tutti indignati, sui social, contro l’ignobile bufala della bandiera prussiana spacciata per vessillo nazista dai media di servizio. Peccato che la disinformazione di regime se ne freghi dell’indignazione popolare e insista con le bufale dell’antifascismo militante. Con in testa il ministro Pinotti. E fa benissimo. Il regime dispone dei media ed è sacrosanto che li utilizzi per difendersi, per garantirsi il potere. L’unica arma rimasta, di fronte alla rabbia popolare per i disastri del governo, è rappresentata dall’antifascismo e, dunque, la utilizza in ogni occasione. Approfittando di tutti i media a disposizione.
D’altronde chi ha impedito all’opposizione di dotarsi di giornali, radio, tv di successo? Nessuno, se non la totale stupidità e ignoranza di questa opposizione che ha preferito utilizzare i denari in modo diverso. Quando il centro destra era al governo non è stato capace di occupare la Rai con direttori e dirigenti di area, intelligenti e competenti. Non ha occupato le redazioni con i propri giornalisti. Non ha fatto crescere quotidiani di successo perché i giornali di centro destra puntavano solo al risparmio e non assumevano i migliori ma solo i più disperati che accettavano retribuzioni più basse. La qualità ne risentiva ed i giornali perdevano lettori. Nel frattempo Berlu puntava sull’ammiraglia di Canale 5 riempiendola di conduttori politicamente corretti e di giornalisti che oggi sostengono in modo indecente il governo Gentiloni dopo aver tifato spudoratamente per il bugiardissimo e prima ancora per Monti e Fornero. E più a destra?
Spariti dalle edicole Il Secolo d’Italia e la Padania, niente radio e tv mentre i quotidiani online sono organi di partito e non di informazione. Però, di fronte alle proprie scelte ed alla propria incapacità, si attaccano gli avversari colpevoli di far bene il lavoro di disinformazione. Perché mai Repubblica, il Corriere o il Fatto quotidiano dovrebbero tutelare il centro destra se sono schierati su posizioni opposte? Se la bufala della bandiera nazista viene riproposta dal Tg5 senza che gli alleati protestino con Berlusconi significa che dell’informazione continuano a fregarsene, colpevolmente. Dunque dovremo rassegnarci a bufale continue per alzare il livello della tensione. Dovremo sorbirci le chiacchiere inutili di Mattarella a favore dell’invasione ed il suo silenzio sulle violenze compiute dagli allogeni a danno degli italiani, donne e bambini compresi. Ma si eviti  di accusare i media di servizio perché svolgono il loro lavoro, appunto di servizio. E invece di dedicarsi all’onanismo intellettuale sulla modifica di un simbolo di partito, il centro destra si interroghi sulla propria incapacità di informare.
Augusto Grandi