Quando la violenza riguarda (anche) gli estremismi di sinistra

“Date fuoco alle sedi dei partiti di destra e centrodestra”. Così si leggeva su deliranti volantini nel mese di settembre, quando a Faenza gruppi di “anarchici antifascisti e antirazzisti” cospargevano la città di numerosi volantini in ogni dove.

L’intento dichiarato di questo gruppo d’ignoti era quello di “tappezzare diverse vie del centro storico di Faenza con alcuni volantini deliranti, tramite i quali si invita letteralmente a bruciare le sedi di diversi partiti e movimenti non solo di estrema destra, ma anche dei gruppi moderati di centrodestra. Esplicita la sollecitazione a bruciare le sedi di Forza Nuova, Lega Nord e Forza Italia di Faenza, il tutto a firma di fantomatici ‘Anarchici – Antifascisti – Antirazzisti’”. 

Sempre un paio di mesi fa, così come rilanciato in un post di Facebook da Faenzanet, “il caso analogo di un writer che scrisse minacce sui muri di Faenza verso il segretario di Forza Nuova Santarelli: fu individuato in pochi giorni dalla Polizia proprio grazie alle immagini video”. “Minacce – si continua a leggere nel post – che sono tutt’altro che da prendere a cuor leggero: a Faenza già due volte la porta della sede di Forza Nuova è stata data alle fiamme negli anni passati, procurando fortunatamente solo danni materiali”.

Un fatto che, tranne su qualche testata locale, non ha mai avuto ampio risalto a livello nazionale, e che – anche in quella circostanza – ha testimoniato un momento di violenza certamente condannabile, al pari di altre violenze pubblicate in questi giorni sulle prime pagine di molti altri giornali mainstream;  “Ma è più grave una bandiera, un blitz di forza nuova o un manifesto che incita alla violenza senza alcun termine?” , sembra chiedersi oggi qualcuno.