I grillini sbattono contro la burocrazia

Grillini sull’orlo di una crisi di nervi, non solo a Roma ma anche a Torino. Si sentono assediati, ed è vero. I media di servizio alternano un allarme per l’inesistente pericolo fasssista con la derisione delle scelte e delle strategie pentastellate. Si sputtana Di Maio per il suo curioso utilizzo del congiuntivo ma si sorvola sugli errori analoghi del ministro Fedeli che pure è la responsabile dell’istruzione in questo disastrato Paese. Non c’è dubbio che la gestione grillina di Roma e Torino sia ampiamente insufficiente e deludente anche per chi li ha votati. Ma quello che i media asserviti dimenticano di far notare è che i modesti politici pentastellati devono fare i conti con funzionari rigorosamente schierati sul fronte opposto. E non tutti sono leali nei confronti dei nuovi amministratori. Difficile governare se mancano le truppe e l’intendenza. Ogni provvedimento viene rallentato, ogni iniziativa procrastinata. Ma se il centro destra dovesse vincere le proprie elezioni, si troverebbe nella medesima situazione perché, proprio come i grillini, ha sempre evitato di far crescere una burocrazia di alto livello schierata dalla propria parte.
La burocrazia è fondamentale ma non interessa a chi si sente solo e sempre un colonnello anche senza esercito. Un centro destra che si ostina a rifiutare ogni costruzione culturale, che gioca di rimessa approfittando dei disastri provocati dal bugiardissimo e dalla sua banda, che si prostra di fronte alla crescente faziosità di un presidente della repubblica che si trasforma nel presidente del Pd. La farsa della fondazione An è il simbolo di questa incapacità totale. Un gruppo di politici che non è in grado di gestire e di far funzionare la propria fondazione, come può essere credibile quando sostiene di voler governare l’Italia? D’altronde lo si è visto e rivisto quando i sedicenti colonnelli e seguaci hanno governato città e regioni. È sufficiente scorrere gli elenchi di potenziali consiglieri ed assessori per rendersi conto che gli errori del passato verranno ripetuti senza la benché minima autocritica. Non basta neppure ridere per gli errori ed il nervosismo dei grillini, visto che il copione sarà il medesimo.
D’altronde prima del disastro Fedeli c’erano stati i disastri Gelmini e Moratti. Questa volta ci sarà il disastro Brambilla o i riciclati di Saverio Romano?
Augusto Grandi