Attualità Politica locale

Animali randagi: bocciato il disegno di legge Urzì a tutela dei cani

E’ stato bocciato il disegno di legge provinciale n. 30/14:Modifiche alla legge provinciale 15 maggio 2000, n. 9 ‘Interventi per la protezione degli animali e prevenzione del randagismo’ da parte di Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore). Egli ha evidenziato che  la legge provinciale sulla protezione animali e la prevenzione del randagismo è una buona legge, ma datata: in quanto tale, deve essere aggiornata in base all’attuale sensibilità: molti animali sono diventati oramai veri e propri “membri” affettivi delle famiglie che li accolgono, all’interno del quale rivestono un ruolo nuovo e coinvolgente.Nessuna legge nazionale prevede il divieto di tenere un cane od altri animali alla catena, anche se alcune regioni ed alcuni comuni si sono attivati in tal senso ed hanno emanato normative locali per disciplinare la materia stabilendo il divieto per i proprietari degli animali di fare ricorso a tale mezzo di coercizione. Il disegno di legge presentato mira appunto a superare questa pratica: oggi in Alto Adige è consentito legare un animale a una catena di 4 metri, il che è problematico nel caso in cui, come spesso succede nei masi, il cane rimane legato per tante ore o giorni. La proposta tutela il diritto degli animali ad avere una vita dignitosa e uno spazio di libertá senza essere legati a odiose catene, salvo che per attestate misure sanitarie o misure di sicurezza.

Il presidente della 2a commissione legislativa Albert Wurzerha quindi spiegato che in commissione il disegno di legge aveva ricevuto parere negativo, con 1 voto favorevole, 4 contrari e 1 astensione.

Trattandosi di un disegno di legge con unico articolo, la discussione generale coincideva con quella articolata.

Primo a intervenire è stato Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), che ha apprezzato le intenzioni di Urzí, segnalando tuttavia che il disegno di legge andava un po’ oltre: è difficile stabilire quali sono le ragioni sanitaria, non si può differenziare tra il cane legato alla catena e quello costretto a stare tutto il giorno in un piccolo appartamento o un uccellino in gabbia, un cane legato a guardia di un maso, se non viene tenuto cosí permanentemente ma solo temporaneamente, puó essere accettato.

Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha ringraziato Urzí per aver portato il tema degli animali in aula. Ha invitato a non portare ad esempio situazioni più gravi per giustificare quelle esistenti, ma concentrarsi sulla situazione di cui si parla: tenere un animale significa anche avere responsabilitá nei confronti di un essere vivente con le sue esigenze e abitudini. Un animale tenuto legato alla catena o costretto nei movimenti cambia il proprio carattere. Foppa ha poi criticato il parere del Consiglio dei Comuni, che ancora una volta motiva il parere negativo con il parere stesso, il che capita soprattutto con i disegni di legge dell’opposizione.

Maria Hochgruber Kuenzer (SVP) ha chiarito che la cosa importante è che l’animale stia bene, cosa a cui si deve pensare quando si acquista un animale domestico. Se c’è un giardino, le cose vanno meglio, ma le condizioni di vita dell’animale vanno sempre controllate. Un ulteriore inasprimento della legge non è però necessario. Foppa ha replicato che spesso, invece, vengono segnalati casi di animali tenuti in ristrettezze. Tra l’altro, chi segnala i maltrattamenti al Servizio veterinario è anche tenuto a pagare il ticket per la verifica.

L’ass. Arnold Schuler ha chiarito che negli ultimi decenni è stato fatto molto per il benessere degli animali, ed è aumentata la sensibiitá, arrivando a volte a esagerazioni. È giusto avere questa sensibilità, ed è importante che ci siano delle basi giuridiche su cui appoggiarsi.Ci sono già, tuttavia, standard minimi, elaborati con le associazioni di tutela degli animali. I casi di animali tenuti alla catena sono ormai pochi, anche ancora succede, e in ogni caso la catena deve essere almeno di 4 metri, e la superficie di movimento almeno di 20 mq. La legge attuale è dunque sufficiente, e se ci sono violazioni allora bisogna segnalare. Urzì ha replicato che si può sempre fare di meglio, e ribadito che 4 metri di catena e 20 mq di spazio sono davvero pochi.

Messo in votazione, il disegno di legge è stato respinto con 5 sì, 15 no e 11 astensioni.

Secolo Trentino