Meloni: "Pare che Di Maio voglia candidare un campione del business degli immigrati"

Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia e candidato premier Giorgia Meloni, citando un articolo de Il Giornale, in merito alla candidatura alla Camera, nelle lista grillina nel Veneto 2, per Gedomer Andreatta. Quest’ultimo, come riportato dallo stesso: “tra gli imprenditori seduti al tavolo del grande business[…]”

“Pare che Di Maio voglia candidare in Veneto un campione del business degli immigrati. Un imprenditore che dal 2015 a oggi ha fatturato oltre 3 milioni di euro trasformando il suo hotel in un centro di accoglienza”.
Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia e candidato premier Giorgia Meloni, citando un articolo de Il Giornale, in merito alla candidatura alla Camera, nelle lista grillina nel Veneto 2, per Gedomer Andreatta. Quest’ultimo, come riportato dallo stesso: “tra gli imprenditori seduti al tavolo del grande business[…]”, con “il suo 95% della San Francesco srl, società di costruzioni proprietaria dell’hotel Adele, dal 2015 – tra le proteste dei residenti – fulcro dell’accoglienza dei migranti nel capoluogo vicentino, con un fatturato stimato nell’ordine dei 3 milioni di euro”. 
Sempre attraverso il suo profilo Facebook poi aggiunge: “Se fosse vero sarebbe la dimostrazione che per il Movimento Cinque Stelle – prosegue – l’immigrazione clandestina è un business, esattamente come per la sinistra e le coop rosse”.
“Per Fratelli d’Italia – così come già ribadito numerose volte – è da combattere: dopo aver fatto approvare la nostra proposta ‘taglia business’, appena saremo al governo aboliremo l’anomalia tutta italiana della protezione umanitaria”.
E proprio sulla questione della protezione umanitaria la leader di Fratelli d’Italia è più volte intervenuta, – l’ultima all’assemblea indetta da Fdi a Bologna – ribadendo la necessità per il nostro paese di mettere fine a questa “anomalia”, usata con il pretesto, da parte delle organizzazioni umanitarie, per poter accogliere incondizionatamente anche coloro che effettivamente non fuggono da nessuna guerra. Un problema più volte sollevato e ribadito anche da altri esponenti politici, tra i quali il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, dopo gli scandali di quest’estate sulle Ong.