Colonie estive e vaccini, Civettini: "bambini esclusi scelta azzardata che crea sconcerto"

“Le amare sorprese sulle esclusioni dei bambini non conformi alle disposizioni vaccinali, purtroppo, sembrano non finire mai e sembrano sconfinare ben oltre l’ambito scolastico”.
Ad intervenire ancora una volta sul caso, attraverso una interrogazione al Consiglio Provinciale, è Claudio Civettini (Civica Trentina), che si è fatto portavoce di alcune segnalazioni giunte in merito dalle famiglie.
“Lo prova il caso, – continua a tal proposito il Consigliere – segnalatoci da più genitori che attraverso, A.E.R.A.T. società cooperativa impegnata a ideare, organizzare e gestire attività a beneficio dei ragazzi, intenderebbero utilizzare il servizio di colonia, occasione unica-per molte Famiglie-di bar beneficiare i propri figli, a periodi ludico ricreativo organizzato”.
“Un servizio, – si continua a leggere – apprezzato e indispensabile per le famiglie della comunità all’insegna – così si recita il suo portale web – di principi etici quali l’aiuto reciproco e la solidarietà, la valorizzazione della persona e dei suoi legami familiari, l’integrazione sociale dei cittadini”.
E ancora: “L’organizzazione A.E.R.A.T., in ogni modo, forse sollecitato da input di ordine politico non del tutto adeguato all’obiettivo, sembrerebbe non dare la giusta importanza al valore dell’inclusione, dal momento che dalle sue strutture risulterebbero aprioristicamente esclusi i bambini non vaccinati”.
“Il che, visto che non vi è nessuna legge che lo preveda, ha dell’incredibile se si pensa che non si tratta, in questo caso, di percorsi scolastici né di quelli educativi della prima infanzia dei nidi, bensì di un mero servizio alle famiglie”.
Proseguendo poi: “Di qui, tanto più che parliamo di una realtà che gode del marchio family, rilasciato dall’Agenzia provinciale per la famiglia, l’obbligo di investire della questione la Provincia, ma soprattutto anche in virtù del fatto che, la stessa Sentenza della Corte Costituzionale, non prevede nel modo più assoluto nessuna espulsione o esclusione dai percorsi scolastici obbligatori, lasciando ad una sanzione, la sanatoria della mancanza, anche parziale, dei vaccini previsti per Legge”.
“Tutto ciò – per essere chiari – non per rincorrere posizioni pro o contro i vaccini, ma solo per evitare il perpetuarsi di discriminazioni che, oltre che odiose, risultano del tutto immotivate e prive di obblighi giuridici”.
“Paradossale, infatti, sarebbe – proprio in un tempo in cui si fa dell’inclusione dello straniero un irrinunciabile impegno istituzionale – che dei nuovi stranieri fossero, per così dire, fabbricati in casa sotto la dicitura «bambino non conforme»”.
Concludendo infine: “E’ dunque del tutto evidente la necessità dell’atto ispettivo che, qui, si fa a predisporre e ad articolare nei quesiti che saranno di seguito a formulare anche e soprattutto perché – lo si ripete – non ci sarebbero riferimenti di Legge, per scelte che potrebbero essere ascritte ad atteggiamenti penalizzanti, che offendono la dignità delle persone, generando discrimini inaccettabili”.