Ecco come "Fratelli d'Italia" potrebbe diventare "Fratelli e Sorelle d'Italia"

Nulla è certo tranne la gloria dei cosacchi cita un vecchio adagio. Di sicuro si profilano tempi duri per l’inno nazionale italiano “Fratelli d’Italia” dato che in Canada è stato rivisto l’inno perché troppo maschilista. Sono state infatti tolte tutte le parole al maschili, tra cui la parola «figli», plurale maschile e quindi discriminante per tutte le cittadine. Il Senato del Canada ha approvato l’1 febbraio la legge per cambiare l’inno nazionale, sostituendo in realtà per esempio il terzo verso che finora suonava così: “True patriot love in all thy sons command”, che si può tradurre così: “Possa l’autentico amore patriottico impadronirsi di tutti i tuoi figli”. La nuova versione chiude la frase con “in all of us” e quindi «Possa l’autentico amore patriottico impadronirsi di tutti noi».

Si è scelto così, anche per via delle pressioni esercitate dall’opinione pubblica liberal caldeggiate dalla scrittrice Margaret Atwood, di utilizzare un neutro “all”: vale sia per il maschile che per il femminile e quindi la discriminazione di genere viene superata. La decisione del Parlamento conclude un percorso iniziato esattamente due anni fa, quando il deputato Mauril Bélanger, compagno di partito del primo ministro Justin Trudeau, presentò la proposta per modificare “O Canada”.

E per il nostro Paese? Quello canadese è un precedente che potrebbe portare tra qualche anno a modificare il nostro inno da “Fratelli d’Italia” a “Fratelli e Sorelle d’Italia”. Dobbiamo infatti ricordarci che nella nostra lingua non è previsto un neutro. Qualcuno ci sta già pensando…