"Non entra nell'inquadratura": il politically correct non esiste se uno è grosso

Si parla di razzismo, di rispetto nei confronti del prossimo, ma mai nei confronti di chi è grosso. Il bullismo a riguardo coinvolge tutti: bambini, adulti e sopratutto professionisti. “Chiedo alla vostra regia di fare attenzione a non definire l’ospite come “uno che vale per due” oppure “talmente grosso che non riusciamo a inquadrarlo” quando ci sono i microfoni aperti”, con queste parole Mario Adinolfi ha ripreso la giornalista di Sky che stava per intervistarlo. Il 46enne ha denunciato a più riprese di aver sentito commenti poco lusinghieri nei suoi confronti. Adinolfi era stato chiamato per commentare i recenti fatti di cronaca di Macerata dove un uomo ha aperto il fuoco ferendo alcuni migranti.

Il leader del Popolo della Famiglia, al quarto giorno di campagna elettorale, ha denunciato — con un lungo post — la gaffe sulla sua pagina Facebook: “Finalmente la televisione ci offre uno spazio (i tg Rai e Mediaset, i programmi e il tg La7 di Chicco Mentana non hanno letteralmente mai nominato il Popolo della Famiglia, la par condicio è in vigore dal 2), si va a parlare qualche minuto a Sky Tg 24», scrive Adinolfi. Nella prima parte della trasmissione si è parlato, appunto, dei fatti di Macerata: «C’è lo spettacolino ideologico sui fatti di Macerata, giornalista di Repubblica contro esponente di Forza Nuova. Parlano di razzismo. Provo a dire due parole di buonsenso, a offrire qualche dato mentre fanno scorrere alle mie spalle solo immagini di Renzi e Salvini. Spiego che apparecchiare questi teatrini va bene per prendere i popcorn, non per capire i fenomeni come il razzismo”.

La conduttrice si offende e inizia un fervorino. “Le spiego che io sono meno permaloso di lei e ho sopportato l’ascolto in auricolare di due persone, un uomo e una donna, che nella loro regia non hanno fatto altro che insultare da quando sono arrivato in studio, senza capire che avevo l’auricolare aperto («Oh, questo non è uno, è due»,«quanto peserà, 200 chili?»,«troppo grosso, non entra nell’inquadratura»)”.