Alle Maldive lo scontro tra Cina e India

Non basta essere un gigante per contare qualcosa sullo scacchiere mondiale. Gli scontri alle Maldive hanno drammaticamente evidenziato i limiti politici e strategici dell’India a fronte del movimento continuo e sfiancante della Cina. Le Maldive, arcipelago a sud del subcontinente indiano, sono alle prese con una progressiva radicalizzazione islamica, sostenuta dall’Arabia Saudita, proprio mentre in India si procede verso un rilancio induista. Non sono, però, le ragioni religiose a favorire lo scontro che nasce come lotta di potere interna alle Maldive. A quel punto, tuttavia, i due ingombranti vicini assumono un ruolo determinante. L’attuale presidente maldiviano si è infatti avvicinato a Pechino mentre il suo avversario è sostenuto dall’India che, in passato, aveva anche inviato truppe scelte per contrastare un colpo di Stato a Male’, la capitale dell’arcipelago. Anche questa volta l’opposizione ha invocato un intervento militare indiano ma Pechino ha messo in guardia da ingerenze nelle Maldive.
 
È uno scontro a tutto campo quello tra i due Paesi più abitati al mondo. Pechino sta proseguendo nella sua espansione, anche militare. Investe montagne di denaro nei Paesi asiatici per costruire proprie basi. Acquista intere regioni africane, acquista porti in Europa, investe in America Latina. L’India, al contrario, è soprattutto impegnata nello sforzo titanico di ammodernare il Paese nonostante gli scontri tra indù e islamici. Corruzione, lentezza burocratica, impedimenti di ogni tipo frenano la crescita di un Paese che avrebbe le risorse, anche intellettuali, per primeggiare a livello mondiale. Da un lato il cinismo cinese che antepone gli affari e l’espansione ad ogni altro elemento. Sul fronte opposto l’India affascinante, misteriosa, con una cultura antica ma con l’incapacità o la non volontà di imporsi al di fuori dei propri confini.
La Cina si è comprata studi cinematografici americani per utilizzare il soft power nella conquista del mondo. L’India ha sviluppato Bholliwood, cioè una grande industria cinematografica rivolta pressoché esclusivamente all’interno. E Pechino ne approfitta costruendo la propria collana di perle, ossia gli insediamenti cinesi che vanno a cingere sempre più strettamente il collo dell’India.