Sindrome dei Balcani, D'Alterio (M5S): "Salvaguardare la salute dei militari"

La commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito ha dato via libera alla relazione finale. Nel documento sono illustrate le criticità emerse durante le indagini, soprattutto per quanto concerne la sicurezza e la tutela dei militari impiegati in missioni internazionali.
Il candidato alla Camera dei deputati per il M5S Mario D’Alterio commenta: “Nella relazione si accerta il nesso causalità-effetto tra esposizione e rischio di contrarre tumori: l’uranio impoverito ha ucciso e fatto ammalare moltissimi militari. I numeri sono impressionanti: 352 morti e oltre 7.000 malati”.
Le prime indagini partono nel 2000, con il verificarsi della cd. “sindrome dei Balcani”, intesa come lunga serie di malattia tumorali che hanno colpito i soldati italiani al rientro dalle missioni nei territori della ex-Jugoslavia.
“Oggi, è indubbio, la consapevolezza del rischio da parte dei militari è ben più marcata rispetto a quegli anni. Ma, al contempo, è aumentata anche la sensibilità dei vertici militari”, spiega D’Alterio. “Certo, il passato non può essere cancellato, né tanto meno cambiato; tuttavia si è reso necessario, imprescindibile, un approccio completamente diverso da parte dei vertici sia militari che politici”.
Il legislatore, con il Decreto Legislativo n. 81/2008 (testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), ha inserito anche il personale militare tra le categorie di lavoratori a cui riconoscere determinati diritti e doveri in materia di tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro. Le specifiche norme (come sancito dall’articolo 3 del D.Lgs 81/08) sono applicate a tutti i militari in servizio, sia in territorio nazionale che internazionale.
Il Ministero della Difesa ha recepito questa legge ed ha emanato nel 2010 la Direttiva n. SGD-G-022 “per l’attività di vigilanza in materia di sicurezza e salute sul lavoro nell’ambito del Ministero della Difesa”. “Rispetto al passato, orbene, sono stati fatti importanti passi avanti verso la tutela dei militari, ciò nonostante non si può e non si deve dimenticare quello che è successo, nel rispetto dei soldati che hanno sacrificato la loro vita al servizio del Paese e dei famigliari che hanno perso i loro cari”, dichiara il candidato pentastellato al Parlamento.
“E’ necessario – continua D’Alterio – fare luce sulle responsabilità e attuare ogni tipo di intervento affinché questo grande sacrificio di militari (deceduti e malati) non sia mai messo da parte e dimenticato”.
Il candidato del MoVimento conclude: “La politica deve solo continuare su questa strada: indagare e far emergere tutte le informazioni utili per conoscere i fatti e stabilire le conseguenti responsabilità. Anzi, può fare ancora di più: magari approvando con urgenza una legge che dia in capo all’Inail la competenza in materia di controllo e verifica dell’applicazione della normativa sulla sicurezza anche all’interno del Ministero della Difesa”.