I populismi e le fake news non hanno colore politico

Negli ultimi giorni è diventata virale sui social network la notizia di un giovane di colore reo di aver viaggiato su un Frecciarossa non munito di biglietto né di documenti d’identità. Il post, impreciso nei dettagli e dal tono accusatorio, è stato condiviso da migliaia di utenti arrabbiati, alimentando l’ondata populista e xenofoba che scorre in internet (e non solo). Peccato che si sia rivelata una colossale fake news, dal momento che secondo il rapporto giornaliero si evince che il giovane straniero era in realtà munito del titolo di viaggio.
La vicenda ha riacceso il dibattito su informazione sicura in internet e sui social, sempre più intrisi di notizie false e bufale soprattutto alla luce di questa sciatta campagna elettorale fatta di slogan vuoti e attacchi deliranti, da ogni parte politica.
E proprio in virtù di questa “par condicio” propagandistica si può osservare che il populismo e le fake news non sono solo di casa centrodestra: è scoppiata infatti (nuovamente) la polemica secondo cui la Lega e Fratelli d’Italia, contrari all’immigrazione incontrollata e clandestina, facciano appendere i loro manifesti proprio agli immigrati. Lo “scoop” è stato realizzato dal candidato non eletto di Sinistra per Milano con Giuseppe Sala alle scorse elezioni comunali Luca Paladini, che ha condiviso fotografie di due persone extracomunitarie intente ad affiggere i manifesti elettorali della Lega e di FdI, scrivendo: “Ore 7.10 Milano. Qui si fa l’Italia. Ma i manifesti li facciamo attaccare agli extracomunitari che ci costano meno”.
Polemica sterile e baggianata populista almeno per due motivi: nonostante i toni prettamente bassi e spesso estremisti dei due candidati del centrodestra, la loro politica è sempre stata, appunto, contro l’immigrazione irregolare, incontrollata e clandestina, non tout court. Non per nulla il responsabile della Lega all’immigrazione è proprio un immigrato, il nigeriano Toni Iwobi. In secondo luogo, la notizia non ha fondamenta semplicemente per il fatto che i partiti non si affidano più ai propri militanti per affiggere i manifesti elettorali, ma ad imprese di volantinaggio. Che “colpa” ne hanno Salvini e Meloni se queste aziende assumono extracomunitari?
Questa vicenda dà da pensare e dimostra che populismo e fake news sono da ambo i lati della campagna elettorale. Solamente, chi a sinistra si erge a difensore della verità eviti di macchiarsi di ipocrisia, combattendo il populismo e le bufale dalla polemica facile con altrettanto populismo e altrettante bufale dalla polemica facile.