Bce, scontro sulle nomine: ecco come l'asse franco-tedesco ignora le regole

“La nomina del Ministro spagnolo Luis de Guindos a nuovo Vicepresidente della BCE – dichiara l’europarlamentare Mario Borghezio – é una chiara dimostrazione di quale sia la direzione che le oligarchie di Francoforte e di Bruxelles vorrebbero imprimere alla politica economica della UE”.
“Nonostante tale scelta sia stata artatamente presentata come un’apertura ai paesi dell’Europa mediterranea, in realtà la nomina di De Guindos, ex dirigente Lehmann Brothers e notoriamente vicino agli ambienti dell’Opus Dei, è legata a doppio filo agli interessi franco-tedeschi: ricordiamo bene che fu lui a gestire i 41 miliardi concessi dalla UE e da paesi come l’Italia per salvare le banche spagnole (o meglio, per salvare i crediti detenuti da Francia e Germania). Tutto ciò, respingendo la candidatura dell’irlandese Philip Lane, che aveva un migliore curriculum ed il gradimento del Parlamento Europeo, nonché violando il principio di autonomia, che sconsigliava la scelta di un ministro in carica”.
“Questa nomina – conclude Borghezio – spiana la strada verso la Presidenza della BCE al tedesco Jens Weidmann, da sempre avverso alle politiche di ‘contenimento’ di Draghi, e profila una UE franco-tedesca che completi l’asservimento dell’economia italiana con l’istituzionalizzazione del Meccanismo Europeo di Stabilità ed il completamento dell’Unione bancaria.”