Fare il saluto romano non è reato (se per giusta causa)

Il saluto romano? Se il suo intento è commemorativo e non violento allora non è reato. A confermarlo, in una sentenza di assoluzione nei confronti di due manifestanti, è la Cassazione.
Secondo i giudici, il gesto, che era valso a due esponenti di Fratelli d’Italia un’imputazione per “concorso in manifestazione fascista”, (reato previsto all’articolo 5 della legge Scelba), non si può ritenere un vero reato, in quanto considerato una libera “manifestazione del pensiero” e non un attentato nei confronti della costituzione.
I due esponenti, che all’epoca dei fatti si trovavano ad una manifestazione commemorativa a Milano, avevano risposto alla “chiamata del presente” – così come riportato dal Fatto Quotidiano – alzando il braccio destro come nella tradizione fascista. Questo aveva provocando dure polemiche tra l’opinione pubblica, tanto da far aprire un’indagine nei loro confronti.
Oggi, con una sentenza, i giudici della Suprema corte hanno definitivamente respinto ogni tipo di accusa, facendo emergere l’idea di fondo secondo cui la legge non punisce “tutte le manifestazioni usuali del disciolto partito fascista, ma solo quelle che possono determinare il pericolo di ricostituzione di organizzazioni fasciste”.