Continua la guerra mediatica tra Roberto Baggio e gli animalisti

E’ un campione indiscusso, ma ha una passione che lo vede spesso scontrarsi con gli animalisti: la caccia. Roberto Baggio è da sempre un abile cacciatore e ha deciso di denunciare un associazione animalista per delle sue dichiarazioni contro di lui.
Il 15 febbraio 2016 – secondo l’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Roberto D’Angelo – Mocavero ha pubblicato sul sito di Centopercentoanimalisti un post: bersaglio il “divin codino”, cacciatore appassionato e buddista. “Baggio ha il coraggio di definirsi buddista ed esercita la caccia… non conosce il significato delle parole andando all’estero per i famigerati viaggi della morte”. Baggio ha querelato e Mocavero si ritrova imputato. Vizio di notifica e rinvio del processo al 18 giugno. Mocavero, assente alla prima udienza, però, non le manda a dire: “Roberto Baggio si dichiara Buddista, ma va a caccia: contestarlo non credo sia diffamazione. E comunque, l’ex calciatore che ci ha fatto perdere un mondiale, si metta comodo, in coda, anzi in codina…”.
La lotta degli animalisti contro Baggio ha radici ben profonde. Nel 2015 la città di Caldogno si è svegliata nel nome di Roberto Baggio. Che stavolta, però, non era stato chiamato in causa per le sue imprese con il pallone. L’ex fuoriclasse vicentino era stato piuttosto preso di mira dall’Associazione 100% animalisti in virtù della sua passione per la caccia. E infatti, sparsi per la città natale del giocatore (che oggi abita ad Altavilla, a una dozzina di chilometri da Caldogno) erano stati affissi manifesti che ritraggono Baggio in tenuta da caccia. A fianco, una frase provocatoria: “Roberto Baggio il tuo passato non cancella l’odore…”. E poi, sotto, la spiegazione: “Cinghiali o cormorani, nessuna differenza. Abbiamo perso la pazienza!”.