Il TAR Lazio blocca la vendita online di liquidi per sigarette elettroniche

Niente da fare per gli shop online di liquidi per sigarette elettroniche: non potranno, per ora, vendere i loro prodotto. Il ricorso con richiesta di sospensiva presentato al TAR del Lazio da un gruppo di distributori non è stata accolto ma è stata fissata l’udienza nel merito per il prossimo 23 maggio. La sospensiva sarebbe stata valida sino a quando il Tribunale amministrativo si pronuncerà nel merito. Le tesi sostenute dai legali difensori delle aziende del vaping volevano dimostrare che la normativa è fallace, oltretutto in contrasto con i trattati europei di libera circolazione e vendita delle merci.
Il tutto è iniziato con un decreto presentato da Simona Vicari e approvato dalla Quinta Commissione del Senato lo scorso novembre, che prevedeva pesanti accise e controlli serratissimi limitando di fatto l’espansione di un settore in netta crescita. Nel quinquiennio 2012-2017 il mondo del vaping aveva conosciuto un vero e proprio “boom“, con migliaia di persone che per allontanarsi dai pericoli del tabagismo avevano abbracciato lo “svapo“.
Il decreto nel dettaglio prevedeva la tassazione (fissata in 0,3976 euro il millilitro) di tutti i tipi di liquido per sigarette elettroniche, il passaggio della nicotina liquida sotto al monopolio esclusivo dello Stato e l’oscuramento di tutti i siti on-line che avessero continuato a vendere liquidi e basi. Insieme a questi punti era stata approvata la costituzione del reato di contrabbando di glicerina aromatizzata per chiunque fosse stato sorpreso a introdurre in Italia liquidi pronti e basi che avessero come destinazione d’uso finale quella del vaping.
Nonostante numerosi ed autorevoli studi confermassero come le e-cig fossero al 97% meno dannose delle “sigarette tradizionali”, invece di essere viste come un fenomeno da incoraggiare vengono trattate come uno dei mali assoluti da combattere ad ogni costo.