Pensieri in Libertà

Non solamente Facebook ci scheda, anzi…

Non c’è dubbio che Facebook, visti i comportamenti di continua censura a senso unico, si meriti il crollo in borsa e tutti i problemi che ora sta affrontando. Ciò detto, però, Facebook non ha fatto nulla di diverso da quello che fanno ormai eserciti di aziende di ogni tipo. Siamo tutti schedati e le informazioni girano, vengono vendute per essere analizzate ed utilizzate per gli scopi più diversi.

Nei supermercati le offerte e gli sconti personalizzati analizzano i consumi individuali e sarebbe ingenuo pensare che queste informazioni restino chiuse all’interno del punto vendita.

Chi utilizza il telepass mette a disposizione le informazioni sui propri spostamenti. Ogni comportamento personale è ormai sottoposto a controlli. Se si effettua una ricerca su internet, che si tratti di un alloggio o di un paio di sci, nell’arco di pochi secondi si sarà inondati da pubblicità di agenzie immobiliari o di negozi sportivi. D’altronde è il singolo cittadino che mette a disposizione del mondo intero tutte le informazioni su se stesso.

E allora come si fa ad immaginare che ciò che viene pubblicato liberamente su Facebook non venga utilizzato per altri interessi? Si accusa una società di aver letto i profili pubblici, i like, gli interventi ed i commenti. In pratica quello che può fare chiunque. La differenza è che invece di spettegolare sulle coppie che si creano o che scoppiano, sulle preferenze alimentari dei gatti e dei padroni, sui colori del tramonto e sui viaggi esotici, la società di analisi valutava le possibili idee politiche. Ed i committenti, invece di far arrivare offerte per un nuovo paio di sci, lanciavano messaggi per indirizzare il voto. Dov’e’, in tutto questo, la violazione di una privacy che è violata innanzitutto da chi pubblica ogni informazione su di se’?

Hanno demonizzato le ideologie e si stupiscono se la pubblicità politica è trattata come quella di un dentifricio. E infine, se un cittadino è così facilmente manipolabile da messaggi sul web (nulla a che fare con la fake news, con le false notizie), perché dar la colpa a chi invia i messaggi? La responsabilità è di chi non ha un briciolo di cervello per valutare il messaggio

Riguardo l'autore

augustograndi

Augusto Grandi, giornalista professionista. Corrispondente del Sole 24 Ore. Premio St.Vincent di giornalismo nel 1997.

Ha pubblicato libri di saggistica e di narrativa. Tra i primi "Sistema Torino", "Sistema Piemonte", "Lassù i primi, la montagna che vince" (Premio Acqui Ambiente), "Eroi e cialtroni, 150 anni di controstoria", "Il Grigiocrate Mario Monti". Per la narrativa "Un galeone tra i monti", "Baci e bastonate" (premio Anguillarino), "Razz, politici d’azzardo".

È membro della giuria del premio Acqui Storia.

Secolo Trentino