Portela: i Carabinieri di Trento arrestano 8 nordafricani per spaccio

I Carabinieri della Compagnia di Trento, al termine di un’articolata e complessa attività d’indagine, coordinata dalla locale Procura Distrettuale della Repubblica, hanno concluso l’esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare disposte dal GIP del  Tribunale di Trento nei confronti di 8 persone di nazionalità nordafricana (tunisine per lo più), smantellando un gruppo criminale che spacciava nel cuore di Trento.
L’attività d’indagine ha infatti permesso di ritenere gli arrestati responsabili del reato previsto e punito dall’art. 73 D.P.R. 309/90 in materia di cessione di sostanze stupefacenti e di detenzione delle stesse ai fini di spaccio.
Luogo delle innumerevoli cessioni, tutte documentate all’Autorità Giudiziaria, è il quartiere della Portela, segnatamente Piazzetta Lainez con le sue confluenti arterie pedonali di vicolo Colico, via delle Orfane e via Pozzo, ove, da tempo, le richieste della popolazione residente e gli sforzi congiunti di Forze dell’Ordine ed Autorità Giudiziaria hanno cercato di porre fine alla situazione di minore sicurezza percepita ivi imperante.
L’attività d’indagine “Portela” ha visto il suo nascere nel mese di settembre 2017 e, dopo mesi di osservazione, corroborati da plurimi riscontri e sequestri di sostanze stupefacenti, da parte dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Trento, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, ha condotto ad inferire un duro colpo alla malavita esogena radicatasi nel cuore storico del capoluogo trentino attraverso l’arresto di sette persone.
I sette destinatari, la cui posizione sul territorio italiano risulta irregolare, ritenutisi per troppo tempo padroni indiscussi del territorio, hanno proseguito con totale indifferenza e sprezzo dei continui controlli operati dalle Forze di Polizia nel compimento delle loro attività delittuose: questo il quadro che fuoriesce dai mesi di osservazione.
Un quadro, quello appena descritto, che si compone di vari protagonisti, di una loro complicità, di una tranquilla e serena “stanzialità” degli stessi, indifferenti per di più alle forze di Polizia, di dinamiche di approvvigionamento accurate e di un introito in termini economici assolutamente non trascurabile: ad essere documentate sono state circa 60 (sessanta) le cessioni di sostanze stupefacenti, 140 (centoquaranta) i grammi di hashish sequestrati, 20 (venti) quelli di eroina e 15 (quindici) quelli di cocaina, quantitativi ancor più ampi quelli relativi allo smercio di marijuana.
Sostanze queste tutte rivolte a giovani trentini provenienti dal capoluogo e dalle valli limitrofe, il cui raggiungimento è peraltro facilitato dalla estrema vicinanza della Portela alla Stazione Ferroviaria e delle Autolinee, i quali hanno versato alla malavita un introito economico ammontante a più di 1.000,00 (mille/00) Euro.
Ancora più preoccupante è la stanzialità degli spacciatori con conseguente convinzione da parte degli assuntori di un vero e proprio market presente sul retro della Chiesa Santa Maria Maggiore; particolare è invece l’approvvigionamento delle sostanze da parte dei rei e la conoscenza da parte di quest’ultimi del nostro quadro normativo: le quantità individualmente detenute non sono mai rilevanti al fine precipuo di dimostrare l’uso personale della sostanza stupefacente ma soprattutto la detenzione nel cavo orale delle dosi pronte per lo spaccio da un lato ha favorito l’immediata disponibilità nella cessione delle sostanze e dall’altra ha garantito il rapido occultamento delle stesse, in caso di controllo da parte dei Carabinieri, mediante una veloce deglutizione.
Questo il quadro completo di quanto allo stato e per troppo tempo è avvenuto nel quartiere Portela, ove venerdì è stato inferto un duro colpo allo smercio di sostanze stupefacenti.
Allo stato le sette persone destinatarie dei provvedimenti, tutte senza fissa dimora, sono state arrestate ed associate alla locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria trentina; si ricerca tuttavia un’ottava persona, allo stato non rintracciata e di cui proseguono fittamente le ricerche.