Conte rimette incarico a Mattarella. Salvini: "A questo punto la parola torni al popolo"

“Prima gli italiani, il loro diritto al lavoro, alla sicurezza e alla felicità. Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani. Ma qualcuno (su pressione di chi?) ci ha detto NO. Mai più servi di nessuno, l’Italia non è una colonia. A questo punto, con l’onestà, la coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi!”.
Con queste parole, in un post su Facebook, è intervenuto Matteo Salvini, commentando il no del Colle a Paolo Savona a ministro dell’economia. Un no che ha fatto saltare tutto. Dopotutto il leader l’aveva già detto: «solo Savona può trattare con Merkel», «se bocciano il nostro nome diremo arrivederci e grazie».

«Se il professor Savona non può fare il ministro perché ha il difetto di difendere i cittadini italiani mettendo in discussione le regole europee, allora io se vado al governo ci porto il prof Savona», ha detto Matteo Salvini in un comizio oggia Terni. E ha aggiunto: «Mai servi di nessuno, mai». «Buona domenica Amici. Chi si ferma è perduto, io fino all’ultimo non mi arrendo!», aveva scritto il segretario della Lega, su Twitter pubblicando una sua foto davanti la carlinga di un aereo Alitalia.
Ma l’accordo è saltato e così il presidente incaricato Giuseppe Conte, nel frattempo, ha rimesso l’incarico al presidente Mattarella. Lo ha annunciato, tra i primi, il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti.