Seefuchs, Ambasciatrice di Malta: "Capitano non sbarcò"

Il caso Seefuchs ha aperto di nuovo la ferita La Valletta – Roma sul concetto di accoglienza dei migranti, e la nave Aquarius sta diventando un caso internazionale sulla cui “testa” gravano gli interessi e le decisioni politiche future di tutta l’Europa mediterranea. Sbarchi e non sbarchi a Malta, l’isola è da tempo al centro di una osservazione attenta sulle dinamiche di accoglienza; il suo ruolo chiarito in Italia al TGCom24: “Non sbarcare a Valletta: una decisione del capitano della Seefuchs, avevamo dato disponibilità”, lʼambasciatrice maltese a Tgcom24 fa emergere una verità inaspettata sino a poche ore fa. Il governo maltese sembra aver dato la sua disponibilità a far sbarcare presso la capitale dell’isola un arrivo di migranti a bordo della Seefuchs. “Il caso della nave Seefuchs non è dipeso da noi, ha avuto motivazioni diverse, causate dal maltempo.”
Poi il diplomatico ha corretto il tiro a “Non è l’Arena” in quanto Malta è un’anomalia nel Mediterraneo, una delle tante anomalie in questo progetto di recupero di esseri umani: “I 629 migranti dell’Aquarius non li accogliamo, è una questione di principio. L’operazione SAR (Search and Rescue) nel Mediterraneo, come diffuso da un comunicato del ministero dell’Interno e della Sicurezza Nazionale maltese, è avvenuta nella SAR libica coordinata dal centro RCC di Roma. Per cui è assolutamente escluso che i migranti debbano essere sbarcati a Malta”, ha spiegato Frazier.
Medici senza frontiere, intanto, afferma che “teme che ancora una volta la politica degli stati europei sia posta al di sopra delle vite delle persone. La priorità deve essere la sicurezza e il benessere di chi è a bordo”. E’ quanto scrive Msf, il cui personale si trova sulla nave Aquarius, dopo aver ricordato che “l’Italia ha chiesto alla Guardia Costiera di Malta di poter sbarcare a Malta tutte le persone soccorse” e che il ministro Salvini ha dichiarato la chiusura dei porti italiani se Malta dovesse rifiutare lo sbarco.