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Ad Ala si racconta il profondo rapporto tra l'uomo e i grandi carnivori

Il complesso rapporto tra uomini e grandi carnivori è un argomento attuale di grande interesse mediatico e scientifico. Il recente ritorno di orsi e lupi sulle Alpi è stato da un lato percepito quale prezioso accrescimento della biodiversità alpina, ma dall’altro ha sollevato ampie problematiche connesse alla convivenza con questi animali in un territorio caratterizzato oggi da una densa antropizzazione.
Questa storia, fatta di uomini e grandi carnivori, affonda le sue radici nel Paleolitico e nel nostro passato più antico. Sebbene col tempo gli elementi in gioco siano profondamente cambiati, grazie all’acquisizione dei concetti di tutela e conservazione, lupi e orsi sono stati oggetto di grande interesse anche durante la Preistoria tanto che le ossa di questi animali si ritrovano frequentemente nei siti archeologici paleolitici.
Il 21 giugno alle 20.30 presso l’Auditorium della Cassa Rurale Vallagarina di Ala, una conferenza con i ricercatori del Muse e dell’Università di Trento affronterà le diverse sfaccettature di questo rapporto.
I ritrovamenti di epoca preistorica legati allo sfruttamento dei grandi carnivori sono abbastanza scarni e sporadici. Si tratta infatti quasi sempre di pochi resti in un quadro rivolto prevalentemente alla predazione di ungulati quali cervo e stambecco.
Una rara eccezione è rappresentata dal sito di Riparo Cornafessa, frequentato verso la fine del Paleolitico da gruppi nomadi di cacciatori-raccoglitori. Le indagini archeologiche, coordinate dal MUSE e svolte in collaborazione con l’Università di Trento e Ferrara, hanno rivelato come questo riparo sottoroccia sia stato abitato circa 12.000 anni fa, in corrispondenza dell’ultima fase fredda che caratterizza il Paleolitico.
Proprio in questa fase cronologica, gli studiosi che si occupano di ricostruire il clima e l’ambiente del passato, hanno attestato una nuova espansione dei ghiacciai alpini accompagnata da un abbassamento delle temperature medie annue di circa 4°C e una rarefazione della copertura boschiva alle medie-alte quote montane.
Non risulta quindi strano che i cacciatori paleolitici spintisi a 1200 m di quota sui Monti Lessini rivolgessero la loro attenzione all’orso, una preda in grado di fornire abbondante carne, grasso e, soprattutto, una folta pelliccia con cui ripararsi dal freddo invernale.
Le ricerche archeologiche nel sito sono riprese da pochi giorni, coordinate dalla dott.ssa Rossella Duches del MUSE, e punteranno alla scoperta di nuovi dettagli sulle modalità di vita di questi cacciatori paleolitici di orsi.
Per tutti gli appassionati di archeologia e storia antica, sarà possibile visitare il riparo domenica 24 giugno nell’ambito di una giornata interamente dedicata alla Preistoria: ritrovo ore 10 alla Sega di Ala, visita al sito archeologico con breve passeggiata in compagnia dei ricercatori del MUSE, dell’Università di Trento e delle Guardie forestali; pranzo al sacco o presso le strutture della zona ed infine, dalle 14.00, attività didattiche sulla Preistoria rivolte ad adulti e bambini.
Si potrà ascoltare una storia appassionante sul Clan dell’orso che abitava Riparo Cornafessa 12.000 anni fa, sperimentare il lavoro dell’archeologo toccando e interpretando manufatti antichi, e imparare ad essere un buon archeozoologo aiutando i ricercatori del MUSE a rimettere in ordine uno scheletro di orso.

Secolo Trentino