Giustizia, avv. Bocciolini: "Governo difende la vittima"

L’avvocato e noto penalista Daniele Bocciolini è intervenuto ai microfoni di “Legge o Giustizia” condotto da Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus. Il legale, partendo dalle sentenze per la morte di Marco Vannini, ha espresso il suo parere sulle riforme in tema di giustizia presenti nel programma del nuovo Governo. “Dobbiamo cercare di bilanciare le pene, rimettendo al centro la vittima – ha detto Bocciolini – è una vergogna che per l’omicidio colposo si parta da 5 anni di pena. Nel delitto Vannini, gli altri membri della famiglia Ciontoli sono stati puniti con 3 anni di reclusione, una pena prevista per il reato di diffamazione. L’omicidio stradale è punito fino a 12 anni e non è possibile che l’omicidio colposo arrivi al massimo a 5 anni.  Il legislatore deve rivedere queste pene. Nel caso Vannini, l’accusa era di omicidio volontario e non è possibile che la pena diventi di 14 anni. Per il Ciontoli, in primo grado, si erano chiesti 21 anni. Con le attenuanti si è arrivati a 14, come se avesse scelto il rito abbreviato. Le attenuanti sono concesse nella piena e più totale discrezionalità del giudice. 7 anni, su una pena base di 21, sono tanti. Bisogna quindi rivedere le pene rispetto all’omicidio colposo e la discrezionalità dei giudici nell’applicazione delle attenuanti generiche”. Bocciolini ha aggiunto che “non si può non pensare alla vittima in questo sistema. Io vorrei il mancato accesso al rito abbreviato per alcuni reati. Sono stato attaccato anche dai colleghi per questo. Sono dalla parte di chi vuole portare avanti queste battaglie. Si parla di demagogia ogni volta che si parla della vittima. Deve finire la storia dei premi per l’imputato. Non può passare il messaggio che un Governo che vuole rimettere al centro la vittima sia marchiato di demagogia”. Il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni vorrebbe processare come adulti i minori che si macchiano particolarmente gravi: “Molteni ha ragione. C’è molta differenza tra chi si macchia di un reato a 17 anni e chi lo fa a 18 anni e un mese. Per un minorenne c’è un determinato percorso. Dopo i 18 anni si manda la gente in galera e si getta la chiave. Serve una riformulazione del sistema penale minorile. I ragazzi che hanno dato fuoco ad un barbone per gioco non li puoi mandare a fare le pizze o non ne possono uscire con due mesi di volontariato perché non è quello il modo di rieducare. Ho letto il programma di Governo e sono abbastanza affine. Passerò per un demagogo ma questa è la realtà”.