Arte Forte arriva a Forte Garda con "Aspettando il momento"

Arte Forte propone, nella suggestiva location di Forte Garda, un poker di artisti provenienti dal vicentino Valmore studio d’arte: Fausto Balbo, Manuela Bedeschi, Annamaria Gelmi, Jacques Toussaint.

L’inaugurazione sarà accompagnata da una visita guidata alla mostra – che rimarrà allestita fino al 23 settembre – insieme alla curatrice Mariella Rossi e da una visita ai nuovi spazi recentemente ristrutturati del forte.

Riflessioni e vibrazioni percorrono Forte Garda attraverso le installazioni pensate appositamente per questo luogo da quattro artisti creando un’atmosfera immersiva.

A guidare idealmente il visitatore sono le parole che campeggiano in diversi punti, spesso sulle macerie ancora presenti nel forte, scritte al neon da Manuela Bedeschi, artista vicentina: casa – guarda – ascolta – pensa. Aneliti, aspirazioni e, al tempo stesso, imperativi e moniti.

La prima parola fa pensare ai pensieri nostalgici dei soldati al fronte, mentre le altre richiamano gli ordini impartiti dai superiori, ma suonano anche come inviti a non abbassare la guardia oggi, perché le guerre non sono ancora finite.

A pensare sembra volerci esortare l’artista parigino Jacques Toussaint, che ha tracciato una linea luminosa all’interno del forte usando segmenti di tubo luminoso. È blu, il colore del cielo, dei laghi, dei mari, chiuso ora simbolicamente dentro il forte. Questa linea non arriva a una meta, ma conduce dentro di noi, verso quell’interiorità nella quale erano soliti rifugiarsi i giovani soldati per sopravvivere al dolore e alla paura.

Concetti come l’importanza dell’incontro e dell’interazione vengono ricordati dall’artista trentina Annamaria Gelmi che usa il simbolo intenso della Croce. Campeggia con la sua monumentalità e amplifica la dimensione fortemente introspettiva che il susseguirsi delle opere innesca. Il meccanismo del guardarsi dentro viene indagato da Gelmi in un’altra opera, un dittico nel quale alle immagini esterne del forte, concepito come una poderosa fortezza inespugnabile, corrispondono due specchi che riflettono gli angusti spazi interni di questa architettura svuotata.

Fausto Balbo, artista piemontese, lavora invece sulle potenzialità del suono, portando al forte una serie di installazioni, tra cui un monolito che esige il contatto fisico con lo spettatore. Al freddo metaforico patito dai giovani arruolati va inevitabilmente il rimando della sua opera Inverno, al passare interminabile del tempo, con il suono di una goccia d’acqua che Balbo ricrea con una risonanza che assillava le notti di chi abitava queste architetture inospitali, trasudanti umidità.

Ideata e curata dalla Galleria d’arte di Giordano Raffaelli, “Arte Forte – Aspettando il momento” propone un innovativo accostamento tra le linee architettoniche di origine austroungarica del circuito dei forti del Trentino ed il linguaggio dell’arte contemporanea con la sua capacità di suggestionare e di ricercare il senso di sé attraverso metafore, idee, slanci creativi.

La mostra diffusa “Arte Forte – Aspettando il momento” si inserisce nella quarta edizione di Sentinelle di Pietra, promossa dal Servizio attività culturali della Provincia autonoma di Trento e curata dal Centro servizi Santa Chiara e dalla Fondazione museo storico del Trentino e sarà visitabile fino al 23 settembre.