Luca Facchinetti e Tania Molinari trionfano alla gara Ledroman

Il Ledroman dei mille (e non parliamo delle storiche camice rosse di Garibaldi, che pur qui in Valle di Ledro è stato di casa) è stato ad appannaggio di Luca Facchinetti e Tania Molinari.

L’azzurro ravennate del Team 707 e la ventenne piacentina del PiacenzaTriVittorino sono stati i primi a presentarsi sul traguardo di Pieve di Ledro dopo aver percorso i 750 metri della frazione a nuoto nelle acque del Lago di Ledro, compiuto per due volte il suo periplo in bici (20km complessivi) ed affrontato i 5.000 metri finali di corsa. È stato un successo la quinta edizione del triathlon sprint organizzato dalla TriLedroEnergy e diventato nel giro di pochi anni uno degli appuntamenti clou del calendario italiano ed europeo.

Facchinetti, selezionato come riserva azzurra alle scorse Olimpiadi di Rio de Janeiro, si è tolto il lusso di strappare lo scettro di Ledroman dalle mani di Andrea Secchiero (Fiamme Oro), campione uscente ed oggi costretto ad accontentarsi del secondo gradino del podio. Terzo Jacopo Butturini (Triathlon Cremona).

Per la giovanissima Molinari la festa la gara si è trasformata in un vero trionfo: vittoria e record assoluto di Ledroman proprio nel giorno del ventesimo compleanno. Impossibile chiedere di più per l’emiliana, che solo 24 ore fa era in gara a Bracciano nella prova tricolore giovanile chiusa al quarto posto tra le under 23.

Un Ledroman da record, in tutti i sensi, dunque. Sia per il numero di partecipanti (1.030 il dato ufficiale degli iscritti) sia per lo sviluppo agonistico. Un confronto all’ultimo respiro nel quale non sono mancati i colpi di scena, specie nella gara maschile: Marco Corrà (Project Ultraman) ha provato a fare la voce grossa in avvio, salvo poi perdere contatto visivo con l’ultima boa e lasciare quindi strada al terzetto composto da Secchiero, Facchinetti e Butturini.

Sulle due ruote proprio Butturini è stato tradito dalla catena durante la salita del primo giro e così a giocarsi il titolo di re di Ledroman sono rimasti solo Secchiero e Facchinetti, presentatisi appaiati al secondo cambio prima di imboccare spalla a spalla la passeggiata lungolago.

Qui Facchinetti ha preso progressivamente il largo. Si è presentato solitario sul traguardo dopo 59’56” di gara, ovvero novanta secondi in più rispetto al primato di Secchiero, oggi secondo in 1:00’37. Poco dietro, ecco concludere la propria fatica lo sconsolato Jacopo Butturini (1:01’02) davanti a Corrà (1:02’42), Andrea Pizzeghella (Triathlon Cremona, 1:03’22) ed Enrico Pastore (Desenzano Triathlon, 1:03’48).

Sono soddisfatto e ci voleva proprio – il commento di Luca Facchinetti – perché arrivavo da un periodo non particolarmente felice e da questa vittoria a Ledroman può partire un nuovo percorso di crescita, per puntare nuovamente alla chiamata olimpica. In gara ho potuto approfittare degli incidenti occorsi a Corrà e Butturini per giocarmi la vittoria con Secchiero: dopo aver provato invano la fuga in bici, ho preferito aspettare la frazione finale, nella quale le gambe hanno risposto alla grande. Ora mi aspetta un periodo di preparazione in altura, poi affronterò con maggior fiducia le gare internazionali della seconda parte della stagione”.

Tania Molinari è invece uscita per terza dalle acque del Lago di Ledro ma una volta salita in sella ha fatto letteralmente il vuoto con la sola tedesca Renate Forstner (Deutch Triathlon Union) capace di non perdere completamente il contatto con la capolista. Ma contro una Molinari così spumeggiante non c’è stato nulla da fare e così la piacentina si è tolta il lusso di resistere anche al ritorno dei colleghi maschi, partiti una decina di minuti più tardi e preceduti sul rettilineo d’arrivo proprio dalla ventenne piacentina che con il tempo di 1’09”42 è andata a migliorare di 38 secondi il primato della gara detenuto dal 2015 da Elisa Battistoni. Una prova davvero sontuosa quella di Tania Molinari, oggi più che mai autentica reginetta della Valle di Ledro e del Triathlon azzurro.

Dietro di lei, seconda come già nel 2016, ecco la Forstner (1:10’36) con la ventiseienne austriaca Lisa Maria Dornauer (Wave TriTeam, 1:10’44) a completare il podio di giornata. Podio sfuggito a Martina Dogana (1:12’19), Eva Serena (333 Triathlon, 1:13’13) e Nicole Cantoni (Freezone, 1:14’41).

Di certo non mi aspettavo di vincere – dice raggiante Tania Molinari – perchè partecipare a questa gara è stata una follia, a sole 24 ore dalle sfide tricolori di Bracciano. Mi sentivo stanca e affaticata, ma l’adrenalina e l’euforia di vedermi in testa mi hanno dato quella spinta in più. Ancora non riesco a spiegarmi come abbia fatto a vincere: le gambe erano dure ancor prima di partire. Incredibile davvero”.

Mille diversi volti hanno quindi tagliato il traguardo di Ledroman, arricchendo la storica giornata per la Valle di Ledro con altrettante storie individuali, alcune prestigiose e famose, come quella dell’ex pro delle due ruote Alessandro Bertolini (74/o in 1:10’16) quella del più volte campione iridato dell’ultramaratona Giorgio Calcaterra (549/o in 1:26’06), altre meno note ma ugualmente preziose come nel caso degli atleti speciali che hanno voluto affrontare Ledroman nonostante soffrissero di parkinson, cecità o autismo. Sono anche loro, o forse soprattutto loro, i campioni del triathlon, campioni che hanno trovato nell’acqua e sulle strade della Valle di Ledro l’arena più sicura possibile per coltivare nonostante tutto una passione chiamata sport.

Perchè fare sport in Valle di Ledro è la cosa più naturale che c’è: in una simile palestra a cielo aperto ogni attività fisica viene esaltata, sia per quanto riguarda gli sport acquatici (vela, nuoto, canoa, canyoning), sia per gli sport di montagna (trekking, skyrunning, arrampicata), con un ventaglio di discipline davvero apertissimo e capace di soddisfare praticamente chiunque.

Il tutto in un ambiente puro e incontaminato, certificato e riconosciuto dall’Unesco con l’inserimento nel Progetto Riserva della Biosfera e che sa offrire una biodiversità unica, spaziando dai 500 ai 2300 metri di quota nel giro di una manciata di chilometri.

Natura, sport e turismo vanno sempre più a braccetto in Valle di Ledro: terra di grandi eventi sportivi che cresce sempre più nel ranking delle località di villeggiatura internazionali.