La Lega Trentino chiede di conoscere meglio le foci dell'Avisio

La delegazione in Consiglio comunale a Trento della Lega ha chiesto alla Giunta Andreatta di “conoscere meglio” l’area comunale delle Foci dell’Avisio, realizzando – in collaborazione col Comune di Lavis – uno studio di fattibilità per un progetto che consenta di migliorarne lo sviluppo.
Il Biotopo “Foci dell’Avisio” si trova lungo il tratto terminale del torrente Avisio, dall’abitato di Lavis fino alla sua confluenza nell’Adige. Esso possiede un notevole valore naturalistico, in quanto rappresenta una delle poche aree, lungo il fondovalle dell’Adige, ancora non occupate da insediamenti urbani e colture agricole.
Inoltre costituisce uno tra i pochissimi tratti di corso d’acqua fondovallivo non ancora stravolto da interventi di canalizzazione. Tuttavia, stando a quanto riporta la Lega, il territorio nei decenni precedenti all’istituzione del Biotopo ha subito delle sensibili alterazioni a causa di varie attività antropiche: cave di sabbia, ingenti movimenti di terra, manovre militari, motocross, caccia intensa e pascolo indiscriminato di ovini.
Grazie ai vincoli di tutela – scrive il gruppo consiliare leghista – è stato possibile rimuovere queste fonti di disturbo, cosicché l’area sta progressivamente riappropriandosi degli originari caratteri di naturalità e recuperando le proprie potenzialità ecologiche, anche tramite la realizzazione di importanti interventi di restauro ambientale“. Si è infatti proceduto all’istituzione di un ampliamento del biotopo, portandone la superficie da 100 ettari144,08 ettari. Inoltre la zona di ampliamento è stata oggetto del progetto Life / Nemos – Riqualificazione Ambienti Umidi Alpini, che ha portato alla riqualificazione ambientale tra il 2002 e il 2004, consentendone l’inclusione nel biotopo nel 2006.
I confini del biotopo così ampliato comprendono la metà occidentale del tratto del torrente Avisio che corre nella Val d’Adige, includendo tutta la sua area golenale definita dagli argini ottocenteschi; al loro interno è incluso anche un tratto del fiume Adige situato tra il punto più meridionale di confluenza in esso dell’Avisio, verso sud, mentre in direzione nord si estende fino all’altezza della confluenza del torrente Noce.
In corrispondenza della riva sinistra dell’Adige, il confine comprende gran parte dell’ex strada arginale del fiume – ora trasformata in pista ciclabile – mentre verso occidente include la strada arginale, che corre dalla foce del Noce all’Idrovora di Zambana, e nel tratto successivo la cosiddetta “strada del sangue”.
Un’area che necessita dunque di una maggiore attenzione e conoscenza, richieste che la Lega ha così presentato all’Ordine del Giorno del Consiglio comunale per far impegnare la giunta a lavorare in tale senso.