"La conquista della felicità", lo spettacolo sulla vita del matematico Bertrand Russel

Giovedì 26 luglio, alle 20.30, arriva il grande teatro alla Terrazza delle Stelle del Monte Bondone con “La conquista della felicità”, spettacolo dedicato allo straordinario filosofo e matematico Bertrand Russel e alla sua visione del mondo, della vita, della bellezza.
Proteso tra agli ultimi momenti di vita e il mistero della morte, Russel intrattiene un dialogo immaginario e profondo con Cassiopea, la costellazione della dea africana, a cui racconta la sua vita rivivendola passo a passo. A conclusione delle spettacolo, osservazione del cielo con i telescopi dell’osservatorio.
 Un uomo, un pensatore, filosofo e matematico. Una zolla di terra arida e priva di vita. L’ultimo viaggio. Bertrand Russell, filosofo, matematico, attivista e pacifista è il protagonista dello spettacolo “La conquista della felicità”, in scena giovedì 26 luglio, alle 20.30, alla Terrazza delle Stelle sul Monte Bondone.
Messi in scena gli ultimi istanti della sua vita: 98 anni pieni di lotte, di fallimenti, di amori, coronati dal Premio Nobel per Letteratura. Proprio in quel breve istante fra gli ultimi momenti di vita e il mistero della morte Bertrand si appresta a percorrere l’ultimo frammento di tempo e, come alcune leggende raccontano, la vita gli scorre davanti per l’ultima volta.
Bertrand, abito elegante, sguardo stupito, fragile e potente, sale così su una zolla di terra e inizia il suo ultimo viaggio, alla ricerca del mistero della vita. La zattera si muove nell’universo infinito e Russell rivive la sua esistenza, in un dialogo immaginario e profondo con Cassiopea, la costellazione della dea africana. Da sempre, le stelle, sono state spettatrici e interlocutrici per il grande pensatore e, anche ora, in questo delicato passaggio, sono loro ad accompagnarlo, a sostenerlo.
Seduto su un sasso bianco e luminoso, sono gli amori a scorrergli davanti: le sue donne e le sue lotte, in un continuo equilibrio tra estasi e sconfitte. Incontriamo Alys, la prima moglie, colei che gli ha fatto scoprire la grandezza e la fragile di un sentimento così profondo.
Russell tocca di nuovo la gioia provata in quel desiderio e la profonda tristezza quando scoprirà di non amare più Alys. Rivivendo il dolore di vederla soffrire fino a tentare il suicidio, Russell inizia a comprendere la crudeltà di una legge che impedisce a due persone infelici di separarsi, l’immensa solitudine dell’animo umano, la sua bellezza individuale. La vicenda lo sconvolge a tal punto da indurlo a Interrompere gli studi di matematica, fino ad allora suo unico interesse e cominciare ad occuparsi della ricerca della felicità, non solo per sé, ma per tutti.
I diritti delle donne, l’opposizione alla guerra, la prigione, i viaggi nel mondo, l’educazione dei bambini, l’incontro con Einstein, l’amore libero, i diritti delle minoranze: Russell è in prima linea ovunque ci sia una limitazione alla libertà, e dunque alla felicità, dell’uomo. In questo piccolo frammento di terra brulla e secca, mentre il tempo e lo spazio si dilatano attorno a lui, Bertrand intravede ancora la speranza, quella scintilla di possibilità che sempre lo ha animato nella sua vita terrena: creare un germe di vita, un fiore, simbolo di rinascita e di bellezza.
Come il Candido di Voltaire, che dopo un lungo viaggio attraverso il mondo incontra l’essenza della vita nel lavoro quotidiano di una semplice famiglia di contadini, così Russell dismette i vestiti di filosofo per trasformarsi in un umile contadino: si toglie la giacca, il cappello, le scarpe e inizia a coltivare.
Lo fa sua figlia per Kate e – attraverso di lei – per le generazioni future. Per noi, se sapremo cogliere il suo pensiero in quel semplice gesto. Il viaggio finisce, il suo tempo finisce, ma su quella zolla rimane una collinetta di terra e un fiore: è la sua tomba a cui diamo l’ultimo saluto. E in quel fiore c’è la sua speranza. Il nostro Russell è un funambolo del pensiero, un prestigiatore immerso in un piccolo luogo dove ciò che è impossibile può accadere: basta volerlo, basta pensarlo.
“La Conquista della Felicità” è portato in scena dalla compagnia teatrale TrentoSpettacoli. TrentoSpettacoli nasce nel gennaio 2010 come realtà artistica, produttiva, organizzativa e distributiva con sede a Trento. Per il triennio 2015/2017 TrentoSpettacoli è compagnia riconosciuta e sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali secondo l’articolo 14, comma 2 (Imprese di produzione teatrale e compagnie under 35).
Ha alle sue spalle e come base produttiva e logistica lo Spazio Off di Trento, piccola fucina artistica e teatrale attiva da ormai nove anni in città con rassegne di spettacoli, film, concerti e mostre fino allo scorso autunno, per consolidare ora l’attività di incubatore e officina di produzioni, allestimenti e residenze intrapresa da qualche anno.