Pillon (Lega): "Lottare contro blocco della pubertà e omogenitorialità"

In una diretta di questa mattina, il Senatore Simone Pillon, della Lega, ha toccato diversi temi, riguardanti i diritti umani, puntando il focus sui diritti dei minori in particolare, con chiaro riferimento all’omogenitorialità.
All’inizio del suo intervento, Pillon si difende da alcune accuse lanciate da Fratelli d’Italia: “Alcuni hanno ricamato sulla posizione della Lega che si è astenuta da un emendamento proposto da FdI sull’istituzione della Commissione per i diritti umani. La posizione della Lega, perfettamente espressa dalla Senatrice Saponara, è quella di non voler vincolare l’attività della Commissione a un elenco prestabilito di diritti, come richiedeva invece FdI, ma di lasciare alla stessa libertà di giudizio sulle singole questioni“.
Ben più grave è invece la situazione legata alla triptorelina: “Si tratta di un farmaco capace di fermare la pubertà. Teoricamente serve per curare il cancro alla prostata, ma se somministrato ai minori può ottenere questo risultato. Se è scandaloso fare esperimenti sui minorenni, è altrettanto vergognoso e allucinante che il Comitato Nazionale di Bioetica, con una decisione presa alla quasi unanimità, con l’unico voto contrario di Assuntina Morresi, abbia approvato che si possa somministrare questo farmaco agli adolescenti che soffrono di disforia di genere per scegliere poi, da adulti, se essere maschi, femmine o altro“. “Già tra i primissimi atti – afferma Pillon – ho presentato un’interrogazione al Ministero della Salute per fermare questo uso. Mi dispiace che abbiano votato favorevolmente anche i membri del CNB di impostazione cattolica, allineandosi alle posizioni dei progressisti e dei laicisti“.
Domani, infine, presenterò al Senato l’interrogazione parlamentare sui due papà e le due mamme” ha preannunciato Pillon, rifacendosi ad alcuni casi di registrazioni omogenitoriali nei Comuni italiani. “Si sta commettendo un delitto, l’alterazione dello stato di minore, e si sta condannando dei bambini a non sapere se abbiano un padre o una madre. Stiamo legittimando l’utero in affitto e il traffico di umani. Queste cose sono reato, se compiute in Italia. Se compiute all’estero, vengono ‘lasciate correre’. Un po’ come se un ladro rubasse una macchina in Germania e poi la potesse tranquillamente registrare come propria in Italia“.
Sulla questione, per ammissione dello stesso Pillon, risponderà lo stesso Matteo Salvini domani alle ore 15. “Non si comprano gli uteri, non si comprano i bambini. Se cade il diritto di iscriverli con padre e madre, cade tutto. Si arriverà a una società completamente liquida, in cui nessuno saprà di chi è figlio. Questa non è una battaglia ideologica, è una questione di vita o di morte della nostra società“.