Ala apre ai profughi il bando per la Polizia Municipale

Il Comune di Ala ha indetto il bando per nuovi posti da agenti di Polizia municipale, estendendo il diritto anche ai rifugiati. Recependo la normativa, il bando sarà aperto anche ai “cittadini di paesi terzi titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo corso o titolari dello status di rifugiato, ovvero stato di protezione sussidiaria“.
Ci sono ovviamente altre regolamentazioni tese a non aprire indiscriminatamente ai profughi. Ad esempio, citando il bando, si deve “godere dei diritti civili e politici anche negli Stati di appartenenza e di provenienza (con esclusione dello status di rifugiato), essere in possesso di tutti i requisiti previsti per i cittadini della Repubblica italiana (fatta eccezione della cittadinanza)” ed è inoltre richiesta la conoscenza della lingua italiana.
Il bando ha però suscitato le polemiche da parte della Lega, che con un comunicato congiunto di Gianfranco Zendri e dell’Onorevole Vanessa Cattoi – che proprio ad Ala ha iniziato la sua carriera politica – ha manifestato la sua contrarietà al bando.
Se da un punto di vista giuridico la normativa del 2013 concede la possibilità ai profughi di partecipare ai bandi pubblici – si legge nel comunicato, ribadendo il mancato appoggio della Lega a questo provvedimento parlamentare – sotto il profilo sociale non si può dire che la cittadinanza abbia ancora tutto questo valore“.
I cittadini – continuano Zendri e la Cattoi – sappiano che se viene concessa tale possibilità è perché in Europa vengono emanate normative che non vogliono preservaretutelare i valori della cittadinanza e dell’appartenenza dei popoli, ma vogliono concedere a tutti le stesse possibilità. Ma la troppa democrazia porta all’anarchia“, rispondendo così alle accuse del Partito Democratico, che spesso ironizza sulle problematiche sollevate dalla Lega.
Secondo Zendri e la Cattoi, il bando dovrebbe anche essere ritirato dal momento che, se è vero che il diritto italiano ammette alcune eccezioni all’esclusione degli stranieri dai lavori pubblici, è altrettanto vero che gli stessi possano accedere solo a quei lavori pubblici che non comportano esercizio diritto o indiretto dei pubblici poteri o che non risultino necessari per l’interesse nazionale.
Si tratta di una scelta, anche politica, che trova conferma nella legislazione in vigore, italiana e comunitaria, e che, come sostenuto anche dalla nostra Cassazione, non va intesa come discriminazione lesiva del principio d’uguaglianza” continua dunque il comunicato della Lega, che sottolinea dunque come per certi lavori pubblici la “preferenza” verso gli italiani non sia altro che prassi.
Come Lega quindi – conclude il comunicato – ci chiediamo se il bando sia corretto, a fronte di quanto indicato dalla normativa vigente e se non sia il caso di verificare invece l’impossibilità di aprire il bando ai non cittadini italiani, trattandosi questo non di un bando qualsiasi di pubblico impiego, bensì un bando per vigile urbano“.