Bufala: il governo toglie le domeniche gratuite nei musei

C’è qualcosa che non torna nelle dichiarazioni esternate dal ministro della Cultura in merito all’ “abolizione” delle domeniche gratis nei musei. “Le domeniche gratuite nei musei saranno abolite tra qualche mese”, avrebbe annunciato il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, a Napoli per presentare le lettere di Giacomo Leopardi acquisite dalla Biblioteca Nazionale.
Ma basta ascoltare l’intera intervista per rendersi conto del fatto che a quelle dichiarazioni ne seguono altre: “lascerò maggiore libertà ai direttori – aggiunge – se il direttore vuole mettere una domenica gratuita non ci vedo niente di male. E’ quando io obbligo, che non funziona fare la domenica gratuita”.
Dunque, l’ “abolizione”, se così la si può chiamare, sarebbe solo un atto ufficioso, poiché ciò che il ministro ha inteso dire era che non potrà obbligare i direttori dei musei a tenere aperto, anche in periodi di grandi affluenze, le prime domeniche del mese (prendiamo in essere quella del ponte di ferragosto), per le quali diversi siti (il ministro ha citato Pompei, uno tra i più famosi al mondo)  potrebbero avere ingenti ricavi e invece rischiano di vedersi azzerati tutti i guadagni.
Per Bonisoli infatti, l’ingresso gratuito nei siti archeologici, nei musei può essere utile nei periodi di minor flusso turistico.
Ma non posso essere costretto ad aprire gratuitamente la prima domenica di agosto – spiega il ministro – con migliaia di stranieri che arrivano e pensano di entrare gratis. Non avete idea dei commenti che sento a livello internazionale. Non capiscono questa strategia e non l’apprezzano. Rischiamo di svalutare”.
E forse, vista in questo senso, la vicenda assume decisamente toni del tutto differenti.