Bisesti risponde a Rossi sui gazebo: "Ci piace stare in mezzo alla gente, per questo siamo veri populisti"

“Noi risolviamo problemi, non facciamo gazebo”, aveva detto Rossi rivolgendosi al candidato Presidente della Lega Maurizio Fugatti. 

Dichiarazioni che non a tutti sono piaciute. Tra questi, tra i primi a intervenire è stato Mirko Bisesti, Segretario Lega Trentino, che ha commentato: “leggo esterrefatto le dichiarazioni del Presidente Rossi che, con totale assenza di autocritica verso il proprio operato, ha compiuto uno sterile attacco alla Lega senza entrare davvero nei contenuti”.

“Questo – ha ricordato Bisesti – non è il primo attacco del Presidente Rossi al partito di cui sono Segretario nazionale, e sicuramente non sarà l’ultimo“, però, ha poi continuato “si distingue perché giudica gli altri imponendo la sua come unica verità imperante, affermando che noi non sappiamo governare e sappiamo solamente far i gazebo fra la gente”. “Per me, a differenza sua, è lodevole qualsiasi movimento che sta tutti i giorni in mezzo alla gente”.
Un movimento di cittadini, “che si affacciano alla politica anche con lo svolgimento di attività quali i gazebo che sono un’attività formativa per il militante che si affaccia alla politica e a futuro amministratore della cosa pubblica“. “Molte persone che gestiscono molto bene Regioni, Provincie, Comuni e oggi l’Italia si sono formate anche per merito di attività come questa. Politici che hanno risollevato le sorti dei territori da loro governati si sono formati anche con i gazebo che noi facciamo sempre: in estate con 40 gradi e inverno con meno 10, non solo in campagna elettorale“.
Ci piace stare in mezzo alla gente, per questo siamo veri populisti.
Questo il monito di Bisesti, che rimarca, rivolgendosi a Rossi: “lo facciamo a Trento, lo facciamo in centro a Milano come in Sicilia, dalle periferie delle grandi città ai piccoli paesi rurali, dalla Sardegna a Rieti, da Bressanone alla ex rossa Toscana dove abbiamo vinto a Massa, Pisa e Siena. Ed ora in Trentino lo facciamo con il “Dillo alla Lega” per raccogliere idee, critiche e contenuti dai nostri concittadini trentini”.
Vorrei ricordare al Presidente Rossi “che i gazebo sono strumento di formazione politica perché il militante, solamente stando in mezzo alla gente, può capire le necessità e i bisogni del territorio senza rinchiudersi nei salotti da principe o da monarca assolutista”.
Il Presidente Rossi, ha poi continuato, “non dovrebbe giudicare la nostra preparazione politica e il modo con cui formiamo gli amministratori perché non gli compete. Oltre alle scuole di formazione politica che la Lega fa con grandi esperti (non ho idea di quante il PATT ne faccia…) la Lega chiede ai suoi militanti anche lo svolgimento dei gazebo”. La Lega fa gazebo da decenni e governa al contempo i motori d’Italia di Lombardia e Veneto da vent’anni. “Da anni la Liguria, Genova e da quest’anno abbiamo la guida delle regioni a statuto speciale del Friuli Venezia Giulia con il grande Massimiliano Fedriga e ora con la leghista Nicoletta Spelgatti la prima presidente donna mai eletta nell’autonoma Valle d’Aosta”.
“Spiace vedere questa arroganza da un uomo che, oltre a ricoprire la massima carica pubblica della nostra Provincia, ha la tessera di in un partito che un tempo era autonomista”, aggiungendo, “non mi permetterei mai di insultare uomini e donne del PATT che si impegnano nel sociale dedicando tempo alla politica”.
Credo che i trentini, ha infine concluso, “sapranno decidere a ottobre se il Presidente Rossi ha risolto i loro problemi. Se poi la gestione dei migranti con il Cinformi viene citata come esempio di ottima amministrazione possiamo benissimo capire il resto”.