Il Centrosinistra si ricompatta. Bisesti: “Contento sia finita la finta litigata”

Sembrano essersi concluse nel modo peggiore le difficilissime trattative per l’unità del centrosinistra in vista delle elezioni provinciali in Trentino. Ma tanto Mirko Bisesti quanto molti osservatori ritengono queste complesse alchimie una “presa in giro” dell’elettorato.

A pagare lo scotto più pesante dallo scisma del centrosinistra è il Partito Autonomista Trentino Tirolese (PATT) che, sedotto e abbandonato, si è trovato dall’essere il partito capace di esprimere il Presidente della Provincia, ad essere l’alleato scomodo, il nemico in casa, la lista da emarginare prima ed escludere poi dalla coalizione.

Il partito dell’attuale Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Ugo Rossi, è dunque rimasto fuori, mentre i Civici di Daldoss – Assessore della Giunta Rossi – sono entrati nel gruppo costituito dal PD e da Ghezzi. Si tratta comunque di una frattura, visto che nel 2013 la coalizione del Centrosinistra era composta dai Dem, dal PATT, dall’Unione per il Trentino, dai Verdi, dall’Union Autonomista Ladina e da altre due liste che poi non ottennero seggi, ovvero l’Italia dei Valori e i Riformisti per l’Autonomia

Sono felice che questa patetica finta litigata del centrosinistra autonomista si sia conclusa con l’emergere della verità, ovvero l’ufficialità dell’accordo che era stato preso già da mesi“. Così attacca duramente il Segretario provinciale della Lega Mirko Bisesti, che ritiene l’accordo un inciucio, deciso a danno dell’elettorato di centrosinistra da parte dell’establishment di governo.

È finito il tempo delle primarie, della democrazia e di tutto quello che loro propinavano solamente 5 anni fa” rilancia Bisesti, sottolineando come la mancata riconferma di Rossi non sia scaturita da un confronto con la base, ma piuttosto da giochi di palazzo. “Cose ampiamente sapute, denunciate da noi e che oggi sono sotto gli occhi di tutti i trentini. Perché il centrosinistra non ha proposto delle primarie come nel 2013? Aveva paura che il popolo non si allineasse alle decisioni prese dai capi?“.

A noi i loro problemi non interessano – attacca ancora Mirko Bisesti – L’importante è che per una volta i giornalisti abbiano detto la verità sulla pagliacciata che ha occupato fin troppo tempo e fin troppo spazio nel dibattito politico“. Accuse sacrosante, se si pensa a quanto si era invece ironizzato sulla mancata coesione nel centrodestra, che invece già da settimane ha presentato al completo la Coalizione del Cambiamento.

Il centrodestra infatti arriva alla partita delle provinciali con una coalizione molto ampia, che svaria dai “partiti tradizionali” come LegaFratelli d’ItaliaForza ItaliaUnione di Centro fino a esperienze civicheautonomiste, componendo così un’alleanza che a settimane dovrebbe essere ufficializzata.

Non bisogna inoltre dimenticare che alle elezioni politiche di marzo il centrodestra ha trionfato in tutti e sei i collegi uninominali: per la Camera sono stati eletti i tre leghisti Giulia ZanotelliVanessa Cattoi e proprio Maurizio Fugatti, rispettivamente a Trento, Rovereto e Pergine Valsugana; al Senato invece hanno vinto il proprio collegio Andrea de Bertoldi di FdI, Donatella Conzatti ed Elena Testor per FI. Il centrodestra in provincia varia da una percentuale minima del 37% raccolto a Trento a una massima del 44% raccolta a Pergine.

Riccardo Ficara Pigini