La Lega lancia la candidatura del Trentino alle Olimpiadi Invernali del 2030

Il 23 Giugno 2019 il Comitato Olimpico Internazionale valuterà se la candidatura congiunta di MilanoCortina sarà capace di aggiudicarsi le Olimpiadi Invernali del 2026, superando la concorrenza di Calgary Stoccolma. Un’occasione sfumata per il Trentino che però punta a rifarsi già per l’organizzazione delle Olimpiadi del 2030.

La possibilità di una candidatura congiunta tra Trentino-Alto AdigeTirolo era sfumata già il 15 ottobre 2017, quando i cittadini del Land austriaco tramite referendum bocciarono qualsiasi possibilità di investire in una candidatura olimpica. Più di metà dei tirolesi partecipò al voto, con il “No” alle Olimpiadi che ha vinto col 53,35% dei voti: significativi i risultati di Innsbruck (67,41% contrari) e di Kitzbuhel, città che ospita gare di Coppa del Mondo e dove al contempo ha vinto il “No”.

Il progetto olimpico proposto ai tirolesi sembrava teso alla sobrietà, con spese minime, utilizzo degli impianti funzionanti già esistenti e la possibilità di organizzare alcune gare proprio in Trentino e in Alto Adige così da incidere il meno possibile nell’occupazione del territorio e nei bilanci del Land, ma la proposta sembra non aver convinto i tirolesi, lasciando a bocca asciutta anche i trentini.

Anche l’Alto Adige ha visto la bocciatura di una proposta di candidatura alle Olimpiadi Invernali: l’idea, avanzata dal Consigliere provinciale Alessandro Urzì nella scorsa primavera e che avrebbe visto una collaborazione sia col Trentino che col Veneto, venne poi bocciata dal Consiglio provinciale di Bolzano, nonostante i pareri favorevoli del Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige e del Presidente della Provincia Autonoma Arno Kompatscher.

Il Segretario Nazionale della Lega Trentino, Mirko Bisesti, ha lanciato quindi la proposta di candidare il Trentino come sede ospitante. “Qualora la candidatura di Milano e Cortina per il 2026 non dovesse risultare vincitrice sostiene Bisesti – sarà nostra premura lavorare per insistere sulla candidatura del Trentino in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2030“.

La proposta nasce sull’onda della polemica per il Festival dello Sport, ritenuto da Bisesti e dalla Lega un modo di nascondere il fallimento dell’amministrazione provinciale uscente in merito alla possibile candidatura del Trentino già per le Olimpiadi del 2026, venendo prima scartato per considerare l’opzione Torino e poi compreso nel progetto ma in modo solo marginale: si parla infatti di gare di combinata nordica a Predazzo e il pattinaggio di velocità a Baselga di Piné.

Potremo essere coinvolti, ma il Trentino non sarà il protagonista nei modi giusti. L’evento avrebbe indubbiamente portato notevoli benefici sul nostro territorio, con un netto rilancio dell’industria turistica e non solo” continua Bisesti. “La candidatura della nostra provincia come sede dei giochi Olimpici invernali avrebbe permesso di realizzare opere infrastrutturali da anni richieste dalle varie categorie e dai cittadini“.

Tra gli interventi che potrebbero essere operati con una candidatura ci sono infatti la riqualificazione delle valli e delle località sciistiche: “Da Madonna di Campiglio alla Val di Fassa e di Fiemme, senza dimenticare l’altopiano di Folgaria e Lavarone” elenca Bisesti. Una promessa che punta su qualità ed esperienza relegate finora a un ruolo puramente marginale.

Riccardo Ficara Pigini