Riace, il sindaco di Cerveteri: "Ci dichiariamo tutti colpevoli e complici di Lucano, autodenunciamoci"

"E’ ovvio che Riace è il simbolo che fa paura a chi sta costruendo la propria campagna sulla violenza e il suo commento ne è stata la prova"

“Se serve la disobbedienza civile per mettere in pratica la solidarietà e l’accoglienza ci dichiariamo tutti colpevoli e complici, autodenunciamoci.” Così ai microfoni del programma “Un giorno da ascoltare” condotto da Misa Urbano e Arianna Caramanti su Radio Cusano Campus il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci in merito al caso Riace.
“Il problema non sono gli sbarchi, il problema è come viene gestita l’immigrazione – ha affermato Pascucci -. E’ ovvio che Riace è il simbolo che fa paura a chi sta costruendo la propria campagna sulla violenza e il suo commento ne è stata la prova”.
“Quello che è accaduto a Lucano non è colpa di Salvini: non credo ci sia lui dietro le indagini ci mancherebbe ma la sua colpa è come veicola le notizie facendole diventare motivo di frattura e aumento di tensioni nel nostro Paese. Noi – ha continuato – ci muoviamo su vari fronti sul tema accoglienza: abbiamo aderito al Progetto Sprar che partirà a breve ma già qualche anno fa abbiamo deciso di dare la cittadinanza onoraria a tutti i bambini stranieri nati in Italia che vivono nella nostra città e non credo nemmeno siamo stati gli unici. Cerveteri è una cittadina che riflette gli umori della Nazione, c’è stato un cambio molto forte negli ultimi anni: fino a quattro anni fa il cittadino era ancora titubante sul fronte accoglienza mentre ora si riflette il sentimento di un po’ di tutta Italia, ovvero si ha maggiore paura nei confronti dello straniero”.
“Noi – ha concluso il sindaco di Cerveteri – da sempre siamo stati una città aperta, con i porti sempre aperti e abbiamo accolto da sempre gli stranieri: non è possibile lasciar morire la gente in mare o chiudere i porti e non accogliere le persone.”